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Domenica prossima, 8 marzo, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, sostenuto dall’area di centrosinistra, e Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo, espressione del centrodestra, si contenderanno la guida dell’Ente nel Palazzo di Piazza XV Marzo.

Quattro, invece, le liste presentate per il rinnovo del Consiglio provinciale di cui due a sostegno del primo cittadino Bruzio e due collegate al candidato del paese del Festival internazionale Leoncavallo.
Alla luce delle forze in campo si registra un forte consolidamento politico del capoluogo provinciale, essendo entrambi i competitors della stessa area urbana, oltre al fatto che circa 12 candidati a consigliere su 40 complessivi provengono dal predetto territorio, a discapito di una periferia sempre più marginale. 
Balza agli occhi che Corigliano Rossano, la città più grande della Provincia, motore dell’economia della “Calabria Superiore” concorra alla sfida elettorale, soltanto, con tre candidati, di cui uno con il centro-sinistra e due con il centro destra; mentre la Sibaritide esprime un solo candidato e la città del Pollino (Castrovillari) è del tutto assente. 
Altrettanto irrilevante nella partita con tre candidati (Santa Sofia, San Basile e Cerzeto), il mondo dell’Arberia, il quale, pur conquistando negli ultimi tempi grande visibilità mediatica, resta divisa a causa, in radice, dei nodi culturali, ancora, irrisolti, scaturenti da una confusionaria ed oscillante elaborazione identitaria, il cui rischio è quello di assumere una valenza del tutto anacronistica ed a-storica. 
Per non parlare, infine, della assoluta latitanza del comprensorio (Spezzano Albanese, San Lorenzo del Vallo, Tarsia e Terranova da Sibari), benché, solo qualche anno fa, con la candidatura alla Presidenza dell’attuale Sindaco di Spezzano Albanese, sia stato protagonista centrale della politica provinciale il cui obiettivo, se fosse andato in porto, andava nella direzione di valorizzare proprio quelle periferie e specificità territoriali come fattori supplettivi e trainanti di una crescita generale.
In questo momento, l’assenza del comprensorio dalle dinamiche provinciali esprime, nonostante la felice posizione geografica, nonché le grandi potenzialità logistico-produttive, la prova evidente di un processo di regressione economica, sociale e politica della zona le cui fragilità e criticità si evincono da tutti i negativi indici statistici. 
La vera sfida che la classe politica, se ne esiste una, del comprensorio sarà quella di evitare, ormai, purtroppo nelle cose che Spezzano Albanese, Tarsia, San Lorenzo del Vallo e Terranova da Sibari, si riducano a periferie della periferia, essendo stati di fatto fagocitati ovvero assorbiti dalle realtà confinanti.
L’attuale campagna delle amministrative di San Lorenzo del Vallo potrebbe essere l’occasione, anche per le forze politiche comprensoriali, di avviare nella dialettica tra le parti una discussione sulle criticità della zona, nonché individuare un percorso unitario per tentare di rilanciare il territorio.
Senza unità si muore.

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