Navanteri

I bambini per loro stessa natura sono anarchici: del tutto refrattari alle regole, meravigliosamente istinto. La mia, di bimba, poi nell’anarchismo eccede, ma credo sia una questione genetica. L’importante è che segua tre regole (fondamentali per la nostra sopravvivenza): tenermi la mano quando usciamo, mangiare seduta, andare a dormire presto. Per il resto si naviga un po’ a vista con buona pace di consigli non richiesti, manuali di pedagogia, e tata Lucia. I cartoni sono una costante del nostro viver quotidiano (sforiamo di gran lunga la mezz’ora consigliata), “Masha ed Orso”, così come Peppa Pig onnipresenti.

Bnl

E poi ci sono i giorni in cui le famose tre regole vengono tutte simultaneamente eluse. Sono i giorni “difficili”, i giorni in cui mia figlia fa quello che le riesce meglio: la bimba di due anni. Le settimane si susseguono e noi tre “naufraghiamo dolcemente in questo mare” di contraddizioni, inadeguatezza, stanchezze, tenerezza. E poi arriva il sabato. Un sabato di pioggia lombarda. Le piogge di Aprile, così dolci, così gucciniane, così malinconiche. E poi arriva il sabato, con tutta la stanchezza della settimana, e allora regole e autodifese spariscono. Ci viviamo il nostro caos: giocattoli e colori sparsi da per tutto, le pulizie della casa rimandate, io con capelli in su, trucco sfatto, tuta, mi aggiro per casa accarezzando i miei pensieri. Regalandomi un momento di totale libertà: anche dai miei di cliché e di sovrastrutture, nutrendomi di tenerezze e giochi, senza l’ansia di fare nient’altro. Respirandomi. Respirando l’odore di mia figlia, rassegnandomi, con felicità, al suo caos. Ricongiungendomi al mio caos interiore, lasciando pensieri, capelli, trucco, casa, alla rinfusa. Ed è subito sera e mia figlia mi dice “E’ stata una bella giornata”, la guardo, mi guardo, guardo intorno, le sorrido. Si è stata una bella giornata. Torneranno i giorni concitati, fra lavoro, regole, impegni, ordine (ordine relativo con figlia duenne) oggi ci siamo respirate. Al di là di noi stesse. Vivendoci anche un po’ addosso, oziando, con leggerezza. Quella leggerezza che elude il grigio lombardo.

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Giovani e adulti: il problema non è l’età, è il modello

C’è una narrazione comoda che gli adulti ripetono con ostinazione: i giovani sono superficiali, distratti, incapaci di assumersi responsabilità. Filmano invece di intervenire, osservano invece di agire, vivono tutto come se fosse contenuto da...

Controcorrente

Referendum e giustizia: quando la politica supera il limite della decenza istituzionale

Per come già evidenziato in un precedente articolo del 25.10.2025 su Diritto di cronaca, in cui si esprimevano forti timori, già, sulle evidenti storture tematiche di entrambi gli schieramenti in relazione alla futura campagna referendaria,...

Parresia

La sanità che scompare nel silenzio: cittadini traditi da promesse e rinvii

Pillole di pediatria

Croup nei bambini: cos’è la tosse “abbaiante” e quando preoccuparsi

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Il Christus patiens tra Passione e pathos

Gusto e Benessere

Pane Naan allo yogurt

Pubblicità

Pubblicità