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Come in una rivista datata, ma senza la fascinazione un po’ borghese di un rotocalco, da per tutto impazza la notizia, da circa una settimana, sul malessere avuto da Belen Rodriguez.

La vicenda è nota, come credo sia nota a tutti/e la conduttrice argentina, i suoi vicini allarmati dalle urla che provenivano dal suo appartamento, hanno chiamato le forze dell’ordine, e in seguito Rodriguez è stata trasportata in ospedale, in “evidente stato di agitazione”. Cosa abbia avuto la modella e conduttrice non possiamo saperlo e sinceramente, se pur è un personaggio pubblico, non dovremmo nemmeno pretendere di sapere tutto nei dettagli. D’altronde è il gioco un po’ perverso di sempre: lo smacco della fama, l’altra faccia della medaglia, il diritto di cronaca, il gossip, i social, l’allineamento dei pianeti, eccetera… Però, al di là di cosa si possa pensare di un personaggio pubblico, nella fattispecie di Belen Rodriguez, che sicuramente è una privilegiata, ciò che ancora una volta colpisce è il livore che si riserva a chi ha un qualche successo, di ogni tipo, nel momento in cui è più fragile. Ciò credo abbia poco a che fare sul valore della persona, che non conosciamo, ma su ciò che noi, dall’alto di non so che cosa, consideriamo meritevole di successo e lode. Certo, ci sono i gusti e ci sono i talenti indiscutibili, e credo che la stessa Rodriguez non abbia mai pensato di essere la Magnani, ciò detto non capisco l’accanimento pago di se stesso. 
Non capisco, e ne sono fiera, e ne prendo ogni possibile distanza, la cattiveria gratuita, il dover sottolineare che non è l’unica a star male, che beata lei che può curarsi, che i problemi sono gli stipendi bassi, le scuole che non funzionano, gli ospedali, che non tutti possono permettersi uno psicologo o andare dal dentista, come se la salute mentale, tra l’altro, non avesse alcun valore. Certo, è vero, però non è stata Belen a generare lo stato di cose presente. Sarebbe auspicabile che tale conflitto si riservasse a chi ha queste responsabilità (per carità, democraticamente!).
Le scuole non funzionano, Belen è forse Valditara? (Secondo me avrebbe fatto meglio, peggio è difficile!) Belen ha una qualche responsabilità sul crollo della sanità pubblica o ancora sullo stato dei trasporti? Abbiamo forse un ministro dei trasporti? Salvini? Ha mai parlato di treni? Si, Belen, e chiunque, avrebbe fatto meglio! Belen è meritevole di condanna perché rappresenta l’ immagine di donna oggetto, bella e nuda? Davvero, in un paese che ha eletto, pardon, non eletto, nominata, Nicole Minette, nostra signora delle grazie, è Belen che offende le donne? La presidente del consiglio, prima donna presidente del consiglio, con sfregio del suo genere e della grammatica, preferisce, e pretende! (Che la matrice sua è nota!) l’ articolo maschile, e poi il problema è Belen??? E allora se non si ha empatia, che non è obbligatoria, se Belen non si ama, che neanche questo è obbligatorio, basta non seguirla, esprimere un giudizio sulla sua attività artistica, anche negativo, però si deve avere talento per fare le recensioni negative, che non è che tutti/e siamo Roland Barthes, ma non sullo stato di salute di una persona, che prima di essere personaggio, è e resta persona, e la lotta di classe lasciatela stare, che non l’avete capita, e si è visto che è un’ altra cosa, ed è cosa seria!

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