Il libro di Imma Vitelli dal titolo Tahrir è incentrato sulle vicende che ruotano intorno all’evento storico di piazza Tahrir ed è il racconto di una generazione che trae forza e coraggio dall’esasperazione.


Per molti giovani occidentali l’imprevedibilità del futuro diventa la causa/giustificazione di un non impegno nel presente. Per i giovani cosiddetti ribelli che hanno dato vita alla primavera araba è diverso, per loro il futuro e anche il presente non solo non sono una promessa ma sono una minaccia. Sono privati dei diritti minimi, di quei diritti e principi che oramai noi occidentali trattiamo con non curanza. E allora studiano e conoscono a memoria buona parte della dichiarazione dei diritti dell’uomo e provano riconoscenza per chi per primo a lottato per quei principi fondamentali. La loro diventa così una rivoluzione etica. Una non rivoluzione che non aveva un leader e non lo voleva , non aveva un ideologia, ciò che la teneva unita era la condivisione di stessi valori etici elementari, desiderio di rispetto di tolleranza e dignità.
L’autrice Imma Vitelli sottolinea più volte nel libro in modo implicito e non, quanto per lei le uniche rivoluzioni che oggi hanno senso solo quelle etiche. Secondo la Vitelli fare efficace rivoluzione in Egitto significa de-mubarakizzare la mentalità egiziana. Poiché c’è un Mubarak in ogni famiglia, in ogni quartiere, in ogni ufficio corrotto, risulterebbe inutile cacciare soltanto il Mubarak presidente. C’è bisogno di una rivoluzione capace di estirpare radici per piantarne di nuove, fatte da giovani che, in zone in cui fino ad ora l’istruzione era completamente affidata alla moschea e alle voci ufficiali della dittatura, parlano di diritti di leggi e di doveri. Tentano di cambiare le cose veramente e lo fanno con in mano non pistole, ma un buon libro. Sono giovani caparbi e pazienti e il libro ci aiuta a conoscerli tramite i racconti interessanti delle loro storie personali e politiche. Amina Zaki, ad esempio, una delle protagoniste del libro, è una ragazza piccola, esile, di trenta anni, con una forza straordinaria, rara. In una città conservatrice come il Cairo, viveva da sola. Aveva per questo a lungo battagliato con suo padre, e alla fine l'aveva spuntata ottenendo una fatwa, un editto islamico, firmato da un importante sceicco di Al Azhar, che l'autorizzava a lasciare il tetto paterno pur non essendo sposata. Storie vere e forti.
Alleata indiscussa di questo genere di rivoluzione e della generazione che ne è portatrice è la facilità con cui si può comunicare oggi. E mentre fa un elogio a come questi giovani riescono ad usare bene la comunicazione, fa una specie di rimprovero misto di delusione alla stampa occidentale. I professionisti del mestiere, dice, avrebbe dovuto dedicare molto più spazio e tempo alla primavera araba, per aiutare a capirla, per non continuare a non riconoscere dove è più giusto, anche se più faticoso, andare. Invece si continuano ad alimentare uomini che surclassano il prossimo, lo ingannano, gli fanno del male e ne provano soddisfazione, uomini che sono per quello che appaiono. Consiglio il libro a chi non si riconosce in questo genere di uomini e a chi ha il bisogno di sentire che fa parte di una qualche comunità, che anche se vive in un altro stato ed è lontana , esiste, e ci fa sentire meno soli.


Tahrir. I giovani che hanno fatto la rivoluzione.
Autore: Imma Vitelli
Editore: Il Saggiatore
ISBN: 9788865761694
DICEMBRE 2011, PREZZO 15,00

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