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Il valore terapeutico della scrittura è un fatto ormai acclarato e Onesto, nato dalla penna di Francesco Vidotto, ne è un perfetto emblema: storie e memorie si intrecciano, generando ‒ in un amplesso intellettuale che si trasforma in romanzo compiuto ‒ una sintesi di esistenze esemplari in cui il lettore non tarda ad immedesimarsi, rivivendo, smussando e superando le asperità sentimentali che i legami affettivi ‒ siano essi amorosi, parentali o amicali ‒ spesso comportano.


Lo scrittore stesso si fa scrittura, dal momento che la travagliata vicenda di Onesto ‒ il misterioso protagonista di queste pagine ‒ si palesa soltanto attraverso le lettere che egli indirizza alle cime degli amati monti, confidando loro le tortuose peripezie della vita e le ingiustizie che questa, presto o tardi, si incarica di manifestare ad ognuno.
Vidotto lavora su molteplici piani e, forte di un escamotage consolidato in ambito letterario ‒ quello del ritrovamento casuale del singolare diario epistolare del suo personaggio ‒, ricostruisce, con apprezzabile curiositas e profonda partecipazione umana, tanto l’identità di un dolce volto femminile impresso su una foto ingiallita ‒ anch’essa rinvenuta per caso durante una scalata montana ‒ quanto il significato sibillino di un’iscrizione scolpita su un cenotafio che campeggia all’ingresso del cimitero di Tai di Cadore, nelle Dolomiti bellunesi.
È proprio la suddetta lapide ‒ che è «[…] alla memoria. Per ricordare. […] Monumento alla vita, non alla sua fine» ‒ a dare l’abbrivio alla narrazione e ad un percorso di ricerca utile a comprendere il senso delle parole incise che, impregnate di un afflato poetico e nostalgico ad un tempo, recitano: «Le mie montagne sei tu».
Chi cerca una verità non disdegna compagni di cammino e Guido Contin, detto Cognac, dotato di saggezza nonostante una semplicità quasi infantile, si affianca a Vidotto in questa veste, placando la vorace fame di storie dello scrittore con la condivisione delle consunte lettere di Onesto in suo possesso.
I due si trovano ben presto affratellati dal fascino delle antiche pagine vergate dal protagonista e dalla tenerezza che promana da una biografia costellata di dolore e cattive circostanze, ma redenta da un granitico spirito di sacrificio e dall’indissolubile devozione verso un gemello di nome Santo, perduto, ritrovato e assimilato sino alla volontaria confusione delle reciproche identità in nome di un bene superiore.
Su tutto ciò aleggia imperioso l’amore per Celeste, bella e desiderata, ma vittima di una brutale vendetta che la segnerà nel corpo e nello spirito e determinerà il destino morale e materiale di Onesto e Santo che, in virtù di caratteri diversi che li contraddistinguono, reagiranno in modo differente nei confronti degli abietti autori dello stupro.
Il romanzo di Vidotto è intenso e nasce dalla lucida consapevolezza secondo cui «[…] se c’è una fatica nello scrivere, è proprio questa: non puoi lasciare che le tue ferite si rimarginino. Le devi tenere aperte, perché è lì che peschi l’emozione. Rivivendole, le racconti». 
Ne consegue un meticoloso lavorìo di costruzione letteraria in cui convergono episodi felici e luttuosi e un ampio spettro di situazioni che oscillano tra il rapimento e il ritrovamento, la separazione e il ricongiungimento, l’identità frammentata o nascosta e quella riconosciuta e ricondotta all’unità.
Testimoni di ogni cosa sono i monti, maestri di saggezza, forse ispiratori delle tante sentenze di cui sono impreziositi i dialoghi dei personaggi, sicuramente semplici e maestosi come la prosa che l’autore trevigiano modella per architettare un finale inaspettato e per custodire un segreto che, per lunghi decenni, soltanto l’agitato cuore di Celeste è stato in grado di contenere.
Onesto non è azione, è riflessione, è respiro che volteggia limpido in un mondo preda del relativismo, è esperienza che si fa voce per restituirci la speranza di un riscatto e la certezza che, al di là di ogni bruttura, le ragioni del cuore hanno ancora il diritto di esistere e lo spazio per illuminare persino i sentieri più tortuosi. 

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