SPEZZANO ALBANESE - Dopo l'adorazione eucaristica, iniziata alle ore 8,30, si è tenuta, con inizio alle ore 19, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Spezzano Albanese, la Messa di riparazione voluta dalla comunità parrocchiale nei giorni di preparazione alla festa della Madonna del Soccorso.
La celebrazione si è svolta a un anno dall'atto sacrilego che, nel settembre 2025, aveva colpito il luogo di culto. A presiederla è stato il parroco don Pino Straface, con la partecipazione di don Marco Montone, delle suore salesiane e dei ministranti. La Messa è stata animata dai cori della Comunità Ecclesiale.
Nell'omelia, don Straface ha preso spunto dal passo evangelico dell'uomo dalla mano paralizzata, guarito da Gesù all'interno di una sinagoga.
Il sacerdote ha ricordato come i vangeli mostrino un Gesù che «va nei luoghi abitati per condividere il suo progetto di vita, fondato solo ed esclusivamente sulla gratuità dell'amore». Nella sinagoga dove si raccoglie il popolo di Dio, ha spiegato don Pino, c'è un uomo bloccato da quella paralisi, immagine simbolica che riflette «l'umanità sofferente».
Un blocco che il parroco ha accostato a quello vissuto dalla comunità un anno fa, dopo il furto che aveva sottratto la teca con l'Ostia Magna dal tabernacolo della chiesa.
Al centro dell'omelia il gesto con cui Gesù si rivolge a quell'uomo, invitandolo «a mettersi nel mezzo». Un invito che, spiega don Pino, esprime la volontà di Dio di porre l'umanità sofferente al centro della propria attenzione. «Il Signore Gesù ci ama sempre -ha detto il parroco- e nei momenti difficili ancora di più». Don Pino ha poi raccontato come il passo evangelico contenesse anche un ammonimento contro l'indifferenza, richiamando l'atteggiamento di chi, nel racconto, osservava Gesù solo per verificare se avrebbe compiuto un miracolo di sabato, pronto ad accusarlo piuttosto che a guardare alla sofferenza dell'uomo.
Una riflessione, ha aggiunto don Straface, sull'importanza di superare quella logica e di restare vicini a chi ha bisogno di supporto, con l'Eucaristia come segno concreto dell'attenzione di Dio verso ciascuno.
Chiudendo l'omelia, il parroco ha collegato il messaggio evangelico al senso stesso della celebrazione odierna: «se oggi ascoltiamo questo invito a tendere la mano verso il prossimo e a non rimanere indifferenti è anche il frutto di questa Messa di riparazione». La funzione si è conclusa con l'adorazione eucaristica che ha raccolto davanti al tabernacolo tutti i presenti. Continua il cammino di preparazione alla festa della Madonna del Soccorso, che nei prossimi giorni animerà nuovamente la comunità arbëreshe.
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