Campagna anti incendio 2026 home alta

Celebrazione a San Sosti per la festa di San Giovanni Gualberto, patrono dei Forestali d'Italia

SAN SOSTI - È stato un forte richiamo alla responsabilità, alla cura del territorio e alla difesa del creato il messaggio lanciato da mons. Stefano Rega, vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, durante la celebrazione eucaristica in onore di San Giovanni Gualberto, patrono dei Forestali d’Italia, svoltasi presso il Santuario Regionale della Madonna di Pettoruto a San Sosti situato nel Parco Nazionale del Pollino.

Bnl

La celebrazione ha rappresentato un momento di preghiera per tutti coloro che quotidianamente sono impegnati nella tutela del patrimonio ambientale, richiamando la figura del Patrono dei Forestali. La sua vita, profondamente legata alla spiritualità dei boschi e alla custodia della natura, continua ancora oggi a essere un riferimento per quanti svolgono il delicato compito di proteggere le foreste e gli ecosistemi. Al centro dell’omelia del vescovo Rega il dramma degli incendi boschivi, una ferita che ogni estate torna a colpire il territorio e che richiede una rinnovata coscienza collettiva: «Ogni estate insieme alla gioia del tempo delle vacanze, ritorna purtroppo anche una ferita che sembra ripetersi con drammatica puntualità: quella degli incendi che devastano il nostro territorio. Le fiamme cancellano in poche ore ciò che la natura ha custodito per decenni; lasciano dietro di sé boschi distrutti, animali senza rifugio, famiglie impaurite, comunità ferite. È una sofferenza che non può lasciarci indifferenti».
«Questa parola oggi risuona con una forza speciale -ha aggiunto mons. Rega- perché ci sono lacrime che salgono dalla nostra terra. Ci sono le lacrime di chi ha visto il fuoco avvicinarsi alle case, lacrime di chi ha visto una collina diventare cenere, lacrime di chi combatte il fuoco mentre altri, con irresponsabilità o con malvagità, lo provocano. E ci sono anche le lacrime silenziose della creazione stessa, che geme quando viene oltraggiata». Il presule ha evidenziato come la distruzione di un bosco non rappresenti soltanto una perdita ambientale, ma una ferita che riguarda l’intera comunità: «Quando un bosco brucia, non perde soltanto la Calabria: perdiamo tutti qualcosa di prezioso. Perdiamo un patrimonio di bellezza, di biodiversità, di storia; perdiamo un luogo che appartiene anche ai nostri figli e alle generazioni future». Mons. Rega ha invitato a superare ogni atteggiamento di rassegnazione, sottolineando che gli incendi non possono essere considerati una fatalità inevitabile: «Gli incendi non sono una fatalità da accettare con rassegnazione, ma una responsabilità che interpella ciascuno di noi». Da qui l’appello del vescovo a una maggiore attenzione da parte di tutti: «Ogni gesto di attenzione, ogni comportamento prudente, ogni segnalazione tempestiva, ogni educazione al rispetto dell’ambiente può contribuire a salvare la nostra terra». Mons. Rega ha infine rivolto un pensiero di gratitudine a quanti operano nella prevenzione e nel contrasto agli incendi: «La vostra presenza, cari Carabinieri forestali, è particolarmente eloquente; voi siete una testimonianza di amore e rispetto per il creato. Per questo la Chiesa vi guarda con stima e gratitudine. Il vostro servizio non è marginale. È un servizio altissimo. Difendere i boschi, vigilare sui territori, proteggere l’equilibrio fragile delle nostre montagne e delle nostre campagne, contrastare i reati ambientali, essere presenza di legalità nei luoghi più esposti, tutto questo non è solo funzione pubblica; è anche una forma di carità sociale. È amore operoso per il bene comune. È tutela dei poveri, perché i primi a pagare il prezzo del degrado ambientale sono sempre i più fragili. E qui vorrei dire una parola forte, chiara, inequivocabile. Di fronte agli incendi che in questi giorni stanno ferendo il territorio, la nostra parola deve essere di ferma condanna e appello urgente alla giustizia e alla legalità. Ma insieme alla condanna deve levarsi una parola di sostegno. Sostegno convinto, pubblico, riconoscente a quanti stanno in prima linea. In questo Santuario del Pettoruto, dove tanti salgono per affidare gioie e tribolazioni alla Vergine Santa, vogliamo allora consegnare al Signore tre preghiere. La prima: Signore, converti i cuori. Converti il cuore di chi distrugge. Converti anche il nostro cuore quando si abitua all’indifferenza. La seconda: Signore, sostieni chi serve. Sostieni i Carabinieri forestali, i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i volontari, gli amministratori, gli operatori del territorio. Dona loro lucidità, forza, prudenza, coraggio e unità. La terza: Signore, guarisci la nostra terra. Guarisci i boschi bruciati, le montagne ferite, le campagne devastate. Guarisci anche il rapporto malato tra l’uomo e il creato. Fa’ che torniamo a sentirci custodi, e non padroni. E allora, in questa celebrazione, mentre rendiamo grazie per il servizio dei Carabinieri forestali di Calabria e Basilicata, invochiamo l’intercessione di San Giovanni Gualberto. Maria Santissima del Pettoruto, Madre che veglia sui figli e sulle nostre montagne, accompagni il cammino di questa terra e di ogni servitore dello Stato».
Alla celebrazione hanno partecipato numerose autorità civili e militari, a testimonianza dell’impegno condiviso nella tutela del territorio. Presenti il Commissario del Parco Nazionale del Pollino, i Comandanti Regionali dei Carabinieri Forestali Colonnelli Misceo e Martino, il Sindaco di San Sosti, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Forestali di Cosenza Colonnello Mommo, il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza Tenente Colonnello Mirabelli, il Comandante del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Pollino Tenente Colonnello Potenza, insieme ai comandanti dei Nuclei Carabinieri Forestali del Gruppo di Cosenza e del Reparto Parco Nazionale del Pollino. Significativa la presenza del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Pollino, con sede a Rotonda (PZ), struttura specializzata dell’Arma dei Carabinieri impegnata nella vigilanza e nella tutela dell’area protetta attraverso venti nuclei operativi, chiamati ogni giorno a difendere uno dei patrimoni naturalistici più importanti d’Europa.

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Le regole non sono il contrario della libertà

A Spezzano Albanese l'acqua si annusa prima di berla. Da tre mesi, tra ordinanze, divieti e denunce contro ignoti, intere contrade convivono con serbatoi contaminati da sostanze compatibili con idrocarburi, finite nelle condotte non si sa ancora...

Controcorrente

Ius Soli: chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano

Anche sul fronte interno, notizie negative per Donald Trump: la Corte Suprema, con la sentenza del 30 giugno scorso passata a maggioranza, ha deciso che lo “Ius Soli” non può essere eliminato con una semplice firma del Tycoon. La decisione, in...

Pillole di pediatria

Ictus in età pediatrica: l’attenzione ai sintomi è decisiva

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Una storia di whisky, tabacco e canzoni

Gusto e Benessere

Insalata di riso venere uova e fagiolini

Pubblicità

Pubblicità
Campagna antincendio 2026 sidebar