La denuncia è per aver utilizzato ambienti non pubblici

SAN MARCO ARGENTANO - Il Comitato Provinciale per il Diritto alla Salute della Valle dell’Esaro denuncia con fermezza l’ennesimo colpo inferto alla sanità pubblica a San Marco Argentano. La recente decisione di istituire l’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) autonoma “Esaro-Fullone” da parte di 19 Medici di Famiglia in una sede privata, nonostante i lavori già completati per accoglierla nell’ex ospedale, rappresenta un inaccettabile sopruso per il nostro territorio.

Bnl

I lavori al primo piano della struttura dell’ex ospedale, destinati a ospitare un’AFT pubblica, hanno comportato una spesa significativa di denaro pubblico. Tuttavia, anziché utilizzare questi locali già pronti, le istituzioni locali e sanitarie hanno permesso che l’AFT si stabilisse in spazi privati appartenenti ai familiari di un’assessora comunale. Quest’ultima, evidenziando una grave mancanza di trasparenza ed etica, si è addirittura prestata alla cerimonia di inaugurazione.
A peggiorare la situazione, i locali adiacenti all’AFT autonoma, dal 2023, ospitano un centro diagnostico privato non convenzionato, che trarrà indubbi vantaggi dalla vicinanza dei Medici di Famiglia. Una scelta opportunistica che sacrifica il bene comune per favorire interessi privati, con la complicità di esponenti delle istituzioni.
Nonostante l’assessora coinvolta abbia dichiarato che tutto sia perfettamente legale, è evidente come la legalità formale non possa giustificare l’evidente inopportunità di tali scelte, che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche.
A tutto ciò si aggiunge il silenzio dell’assessore alla Sanità, in una posizione di evidente conflitto di interessi essendo dipendente dell’ASP di Cosenza. Ogni sua azione o dichiarazione riguardante l’ex ospedale rischia di configurare una violazione del codice di comportamento, compromettendo ulteriormente la difesa dell’ex ospedale e aggravando la già fragile situazione della sanità pubblica locale.
Nonostante le nostre numerose sollecitazioni a livello nazionale, il Presidente Occhiuto non ha mai risposto né ha accettato un incontro con il nostro comitato, dimostrando disinteresse per le problematiche del nostro territorio, come se fossimo cittadini di serie C.
Per denunciare questa ennesima ingiustizia, il comitato organizza una manifestazione pubblica l’8 febbraio davanti ai locali dell’ex ospedale, per ribadire il nostro dissenso e chiedere a gran voce la tutela della sanità pubblica nella Valle dell’Esaro.

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Basta stare a guardare! Il rischio non è la rabbia ma il vuoto

A tredici anni si può essere fragili e/o arrabbiati? Sicuramente! Ma non invisibili. E neppure assolti in automatico da tutto ciò che ci circonda. La vicenda di Trescore Balneario, con l’insegnante di francese, Chiara Mocchi, accoltellata da un...

Controcorrente

Tra crisi globale e difesa, il futuro dell’Italia passa dal mare

A dispetto di un diritto internazionale “inefficace” alla risoluzione dei conflitti, si registra, ormai, il ricorso alle escalations militari come modus operandi sempre più frequente da parte degli Stati, per come si evince dalla moltiplicazione...

Parresia

La sanità che scompare nel silenzio: cittadini traditi da promesse e rinvii

Pillole di pediatria

Rinite allergica in età pediatrica: diagnosi e trattamento

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Spiriti affini mescolati in poesia

Gusto e Benessere

Insalata di primavera in ciotola di pane

Pubblicità

Pubblicità