Il gruppo interviene sulla questione del 5G

MOTTAFOLLONE - È stato costituito lo scorso 29 maggio il comitato civico “LiberaMente”, nato a seguito della risposta dell’Amministrazione Comunale alla petizione protocollata il 2 maggio 2025, riguardante l’installazione di un’antenna 5G in località ex cimitero, via Fratelli Bandiera.

Il comitato esprime forti perplessità sul contenuto della comunicazione dell’Ente, ritenuta "evasiva e non aderente alle richieste presentate", soprattutto in relazione ai temi legati all’inquinamento elettromagnetico e al principio di precauzione, raccomandato anche dalla comunità scientifica. «La realizzazione dei progetti di allocazione delle antenne  -si legge nel comunicato- è disciplinata, oltre che da leggi di settore, dalla Legge Regionale n. 44 del 3 ottobre 2023, che sensibilizza e obbliga i comuni a individuare i siti idonei, limitare l’esposizione ai campi elettromagnetici, evitare la vicinanza a case di riposo e ospedali e prevedere un confronto con la cittadinanza». Secondo “LiberaMente”, questi obblighi non sarebbero stati rispettati: «La risposta dell’amministrazione è completamente fuori traccia rispetto a quanto richiesto e del tutto elusiva rispetto a questioni fondamentali come l’inquinamento elettromagnetico» affermano i promotori, che ricordano come la comunità scientifica sia «divisa sugli effetti sulla salute, ma unanime nell’invitare alla cautela e alla perseveranza nella ricerca». Il comitato critica anche l’atteggiamento della Giunta: «Si prende atto, con rammarico, che questa amministrazione considera nemico il portatore di idee diverse, rifiuta il confronto e tenta in tutti i modi di ostacolare la trasparenza degli atti amministrativi». “LiberaMente” ribadisce la propria estraneità a logiche politiche e ringrazia i tanti cittadini che hanno già aderito o annunciato il loro sostegno. «Auspichiamo una futura collaborazione con l’Amministrazione -concludono- che non riteniamo una forza contrapposta, ma un interlocutore con cui operare sinergicamente per il bene collettivo, come previsto dallo Statuto comunale».

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