TARSIA - Questa mattina a Tarsia, al Museo Internazionale di Ferramonti, si è celebrato il Giorno della Memoria, alla presenza di numerose autorità civili, politiche e militari. Dopo la deposizione di una corona al Monumento degli Internati e la celebrazione religiosa officiata dal parroco don Cosimo Galizia, la manifestazione si è articolata in due momenti, uno istituzionale e uno divulgativo, con gli interventi coordinati dal giornalista Emanuele Armentano.
Nella prima fase, sono intervenuti il sindaco Roberto Ameruso, il consigliere Roberto Cannizzaro, la professoressa, e direttrice del museo, Teresina Ciliberti e il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano per i saluti istituzionali. Durante la manifestazione, la Scuola dell’infanzia Magnolia ha consegnato un lavoro simbolico per Ferramonti e il maestro Andrea Miceli ha eseguito al violino i brani “The sound of Silence” e “Theme from Schindler's List”. A seguire, il prefetto ha conferito quattro medaglie d’onore ai familiari degli internati nei campi di concentramento.
Durante la fase divulgativa, è stato presentato il quarto volume della collana “Tiqqun' Olam”, su Markus Babad, ingegnere internato a Ferramonti, a cura della prof.ssa Ciliberti, alla presenza dei fratelli Babad, Mair e Sara.
La direttrice ha illustrato il senso e il metodo dell’opera, concepita per «lasciare un segno e far emergere il significato delle esperienze vissute dagli internati», spiegando che il titolo della collana invita a «riparare il mondo, migliorandolo». Il volume ricostruisce il vissuto di Babad in modo didattico e corale, con documenti, testimonianze dirette, le voci dei figli e immagini d’archivio.
A chiudere l’incontro è stata Sara Babad, che ha offerto una testimonianza personale: «Il Giorno della Memoria è il tempo in cui il passato ci interroga. Ricordare è ancora più necessario di fronte ai rigurgiti di antisemitismo». Ha ripercorso la vita del padre, parlando anche dei ruoli esercitati nel campo di concentramento. Ha poi messo in luce il rapporto del padre con la propria madre, un aspetto mai raccontato prima da Babad: «Nelle lettere trovate casualmente nella casa a Padova -ha detto- si riscontra la corrispondenza con quelle scritte da mia nonna, che si trovava a Vienna, indirizzate a mio padre. Da qui emerge come lui cercasse di salvarla, inviandole anche dei soldi nel tentativo di farla arrivare in Italia. Voglio ricordare anche mia madre -ha concluso- che lo ha atteso per tredici anni, superando le separazioni imposte dalle leggi razziali». Infine, la prof.ssa Ciliberti ha annunciato la nuova collana editoriale “I Quaderni del Museo”, con il primo volume dedicato a Rita Koch. Nel pomeriggio a Spezzano Albanese, proseguirà la manifestazione a Palazzo Luci.
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