Lo studioso sanlorenzano nominato dal ministro della Cultura Giuli

SAN LORENZO DEL VALLO - L’archeologo e scrittore Pierfranco Bruni, originario di San Lorenzo del Vallo, entra a far parte del Consiglio di amministrazione dei Musei e dei Parchi Archeologici di Melfi e Venosa. La nomina è arrivata con decreto del ministro della Cultura Alessandro Giuli, firmato il 31 ottobre scorso.

Bnl

L’incarico, della durata di cinque anni, riguarda due tra i più importanti poli museali della Basilicata, punti di riferimento per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del Mezzogiorno.
Figura di rilievo nel panorama culturale nazionale, Bruni è archeologo e Direttore Coordinatore del Ministero della Cultura, con una lunga esperienza nel settore dei beni archeologici e nella promozione della cultura mediterranea. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi di prestigio, tra cui la presidenza della Commissione “Capitale Italiana Città del Libro 2024”, la guida del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Manlio Sgalambro e il ruolo di segretario unico della comunicazione per le celebrazioni dedicate a Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna – Eleonora Duse” e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”. In passato è stato responsabile del progetto nazionale sulle minoranze etno-linguistiche in Italia e direttore della Biblioteca della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lecce, Brindisi e Taranto.
Autore di numerosi saggi, romanzi e raccolte poetiche, Bruni ha dedicato i suoi studi ai grandi autori del Novecento – da Pavese a Pirandello, da D’Annunzio a Quasimodo – approfondendo i legami tra mito, letteratura e identità mediterranea. Tra le sue opere più note, Il cantico del sognatore mediterraneo, dedicato a Fabrizio De André, giunto alla terza edizione.
Con questa nomina, il Ministero della Cultura riconosce a Bruni un percorso di alto profilo accademico e umano, ponendolo al servizio della crescita e della valorizzazione di due centri simbolo dell’eredità storica e archeologica italiana.

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