In arrivo un "Laboratorio di idee" per l'inclusione

TERRANOVA DA SIBARI - Famiglia, Università, sport e nuovi approcci giuridici: a Terranova da Sibari confronto sulle devianze giovanili per l’istituzione di un “laboratorio di idee” permanente per rafforzare il senso di comunità e rilanciare con forza l’impegno collettivo nella diffusione di valori educativi, inclusivi e sociali.

È il senso principale del convegno “Devianze Giovanili: Prevenzione e Rimedi” tenutosi a Terranova da Sibari e organizzato dal gruppo “Giovani a confronto”, che ha visto la partecipazione di esperti e autorità locali, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e offrire una visione chiara sulle problematiche e sui possibili rimedi. Protagonisti tutti giovani ragazzi che hanno affrontato la tematica da prospettive diverse. Il convegno ricco di spunti di natura giuridica, sociale e culturale - moderato da Francesco De Rosa, tra gli animatori di “Giovani a confronto” - è stato aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Terranova, Francesco Rumanò. Per il Senato Accademico dell’Università della Calabria è intervenuto Simone D’Adamo che ha sottolineato l’importanza di predisporre strategie istituzionali capaci di fornire risposte efficaci e inclusive, evidenziando “il ruolo fondamentale dell’Università come spazio di ascolto e crescita per le nuove generazioni”. Ruolo centrale, dunque, per il mondo dell’istruzione integrato all’istituzione famiglia richiamato anche da Dino Garrafa, educatore ed esperto in materia. Un contributo importante sulle trasformazioni della socialità tra gli adolescenti è arrivato da Giovanni Algieri che ha evidenziato come l’uso eccessivo dei social network possa influire negativamente sulle relazioni reali e sulla sicurezza emotiva, analizzando le insidie dell’isolamento relazionale e le nuove insicurezze psicologiche; mentre da Giuseppe Pugliese è giunta una riflessione critica sulla funzione rieducativa della pena, attraverso un’analisi giuridica centrata sui principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione - particolarmente sotto il profilo del senso di umanità e rieducazione del condannato - rimarcando le problematiche legate alle visioni punitive della giustizia e proponendo l’educazione culturale come autentico strumento di rieducazione. Non per ultimo la funzione aggregativa e rigenerativa dello sport evocata da Luciano Donato che ne ha sottolineato l’alto valore finalizzato a creare appartenenza, rispetto e disciplina. «Si tratta di fondamentali momenti di confronto tra generazioni atto a costruire una comunità più consapevole e coesa» ha dichiarato, ancora tra i saluti istituzionali in platea, il capogruppo di minoranza, Massimiliano Smiriglia, a testimonianza del profilo condiviso e necessariamente privo di steccati dell’iniziativa.

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