Al centro del programma politiche di sviluppo, sociali e giovanili

Navanteri

TERRANOVA DA SIBARI - «Una forza liberale che voglia riorganizzarsi in un piccolo paese deve partire da un principio semplice: libertà e responsabilità non sono in contraddizione con coesione sociale e opportunità per tutti, ma ne sono il presupposto».

Bnl

Con questa premessa si è aperta l'assemblea degli iscritti di Forza Italia a Terranova da Sibari, con l'obiettivo di una riorganizzazione sul territorio.
In questa direzione, il prossimo passaggio, ultimati gli aspetti procedurali, riguarderà il congresso per l'elezione dei gruppi dirigenti. Nell'attuale fase sono impegnati il coordinatore, On.le Gianluca Gallo, il commissario, Massimo Rago, e il capogruppo di opposizione, Massimiliano Smiriglia.
Tra i principali punti del programma, lo sviluppo economico che non può essere affidato solo all’iniziativa individuale né solo all’intervento pubblico: «Serve un’alleanza intelligente tra istituzioni, imprese e comunità -si è evidenziato nel corso dell'incontro-. Significa semplificare le regole, sostenere chi crea lavoro, attrarre investimenti, ma anche garantire infrastrutture, istruzione e servizi efficienti. Senza queste basi, la libertà economica resta un privilegio per pochi».
Allo stesso tempo, è stata ribadita la priorità delle politiche sociali «che devono essere ripensate non come mero assistenzialismo, ma come strumenti per rendere le persone autonome. Welfare significa dare a ciascuno gli strumenti per partecipare: formazione continua, accesso alla sanità, sostegno nei momenti di fragilità. Una società davvero liberale non lascia indietro chi parte svantaggiato».
E poi, non ultima, la questione giovanile, vera cartina di tornasole: «Se i giovani sono costretti ad andare via, o restano senza prospettive, allora il sistema non funziona. Serve investire nella scuola, nell’università, nell’innovazione, ma anche creare un ambiente in cui sia possibile rischiare, persino sbagliare ma poter ripartire. Dare fiducia ai giovani significa includerli nei processi decisionali, non considerarli solo destinatari di politiche e decisioni dall'alto».
In definitiva, riorganizzare una forza liberale oggi significa tenere insieme crescita, equità e futuro. Non è un equilibrio facile, ma è l’unica strada per costruire una comunità dinamica, giusta e capace di guardare avanti.
 

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