Il sindaco uscente respinge le accuse sui costi della giunta e attacca: «Nel 2010 Marranghello sbarrava il Comune»

SAN LORENZO DEL VALLO - Il 19 maggio, in Piazza Giovanni Paolo II a San Lorenzo del Vallo, la lista numero due “San Lorenzo Libera” ha presentato rivendicazioni sull’operato degli ultimi anni e illustrato alcune proposte per il futuro del borgo.

Bnl

L’introduzione della serata è stata affidata a Giovanni Gallicchio: «La lista nasce con l’obiettivo di dire basta alla politica che parla tanto ma cambia poco o niente. Nasce con la voglia di dare serietà, presenza e rispetto a questo paese».
Subito dopo è intervenuto Francesco Cipolla, che ha criticato il dibattito pubblico della lista numero uno, dove «non si sta parlando di progetti futuri, ma solo di vecchi rancori che non servono a nessuno». Ha poi attaccato i candidati avversari: «Il carrozzone che dovrete trainare è vecchio e pieno di problemi, e il vostro candidato a sindaco ha tanto da rispondere ai cittadini». Cipolla ha richiamato anche la memoria politica locale, sostenendo che già undici anni fa la popolazione si sarebbe allontanata dai comizi dell’ex primo cittadino. Ha definito il comizio d’opposizione del 18 maggio «un diluvio di fesserie» e parlato di «terrorismo mentale» in relazione alla scelta della candidata Sara Mauro di proiettare l’immagine del crollo di una torre della Corte dei Conti a Roma per associarla al cantiere del castello aragonese. Sul fronte dei servizi è intervenuta Claudia Fusaro, che ha difeso il trasporto scolastico, sostenendo che «la spesa complessiva è inferiore rispetto ai costi che una famiglia sosterrebbe con l’auto privata». Ha respinto l’accusa di servizio insufficiente, rivendicandone l’efficienza e commentando l’era Marranghello: «All’epoca i prezzi erano simili a quelli attuali, ma con un costo della vita più basso; forse era quella la vera tangente». Fusaro ha inoltre proposto una scuola di teatro e il potenziamento della scuola di musica comunale con saggi periodici. Martina Mosca ha illustrato le sue proposte in ambito sociale, tra cui una borsa di studio annuale per studenti meritevoli, tirocini di inclusione sociale e uno sportello d’ascolto contro il bullismo e il disagio giovanile. Infine Nicola Piragine è intervenuto sulle opere pubbliche, chiarendo la questione dei rifiuti nell’area del castello: «Quei materiali sono stati rimossi e smaltiti secondo legge e a spese della ditta appaltatrice, senza costi per il Comune». Ha definito il video proiettato durante il comizio della lista avversaria «un autogol». Piragine ha poi illustrato il progetto di recupero del compendio monumentale, con aula multimediale, biblioteca, spazi espositivi e museo degli attrezzi agricoli. Previsti anche il restauro della cassaforte storica e della motocicletta dei vigili urbani. Annunciata inoltre la riqualificazione di via Castello e la creazione di una via dei Murales, con opere dedicate a figure che «hanno fatto la storia del paese come Totonno Mosca e Mario Salvati». Tra gli interventi citati anche il restauro del cimitero comunale e la conferma della progettazione della rotonda già trasmessa all’Anas. La sintesi politica è stata tracciata dal sindaco Vincenzo Rimoli, che ha aperto il suo discorso stigmatizzando la durezza degli attacchi personali provenienti dai rivali, denunciando un clima di «cattiveria e disagio» da cui il gruppo di «San Lorenzo Libera intende dissociarsi». Agganciandosi alle parole d'ordine evocate da Martina Mosca, Rimoli ha elogiato la forte presenza giovanile della sua lista, definendola una squadra capace di guardare al futuro con appartenenza. Il primo cittadino ha posto il castello come il vero motore economico e identitario della comunità, attorno al quale dovranno svilupparsi attività economiche supportate da una strategia mirata di marketing territoriale e investimenti sui canali social per contrastare il fenomeno dello spopolamento e innalzare la qualità della vita. Rispondendo alle accuse di opacità amministrativa, il sindaco ha negato categoricamente il diniego di atti: «Non sono mai state negate né carte né risposte a nessuno, abbiamo operato nella massima trasparenza». Rimoli ha poi lanciato una dura accusa retrospettiva sul quinquennio 2010-2015, quando si trovava sui banchi della minoranza: «All'epoca l'amministrazione Marranghello teneva il Comune chiuso, e in un'occasione fummo costretti a richiedere l'intervento dei Carabinieri per ottenere la visione dei documenti pubblici». Confutando l'affermazione di Marranghello di non aver mai sporto denunce, Rimoli ha esibito un fascicolo contenente due querele e un ulteriore atto formale indirizzato a dieci persone distinte: «Questo è solo un piccolo campione; le querele venivano prodotte come noccioline, generando pesantissimi costi legali per l'ente comune». Sul fronte della riscossione dei tributi locali, il sindaco ha smentito l'applicazione di fermi amministrativi sui veicoli privati dei cittadini, confermando l'esecuzione di alcuni pignoramenti obbligatori ma sottolineando la costante concessione di rateizzazioni e agevolazioni per i contribuenti. In conclusione, Rimoli ha risposto dettagliatamente alle contestazioni sulla percezione della propria indennità di funzione. Il sindaco uscente ha confermato l'incasso delle somme previste dalla legge, specificando tuttavia come tali risorse siano state sistematicamente reimpiegate per sostenere le attività istituzionali dell'ente, sia da parte sua che dei componenti della giunta: «Lo stipendio veniva lasciato materialmente nelle casse del comune per mesi, così da poter finanziare le manifestazioni estive». Una difesa che il sindaco ha sintetizzato con una formula netta: «Questa indennità, di fatto, io l'ho presa per darla interamente alla comunità». Proprio in merito a quest'ultimo passaggio che in queste ore sta registrando una forte eco sui canali social, si è verificato un momento di tensione tra il pubblico quando un cittadino ha inveito contro il sindaco uscente tacciandolo di falsità. Rimoli ha però placato gli animi sul nascere, invitando fermamente i propri sostenitori a non cedere alle provocazioni e a mantenere un tono civile.

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