L'ex primo cittadino spiega "come stanno le cose"

SAN LORENZO DEL VALLO - Restano altissimi i toni del dibattito politico sanlorenzano. Nel corso dell'ultimo incontro pubblico della lista numero 1, tenutosi il 19 maggio a Fedula Centro, la squadra guidata da Luciano Francesco Marranghello è salita sul palco per replicare alle affermazioni pronunciate dalla compagine del sindaco uscente Vincenzo Rimoli.

Bnl

L'apertura della serata è stata affidata a Immacolata Braconaro, che ha sottolineato come la lista San Lorenzo Libera abbia parlato genericamente di attacchi personali senza però «rispondere a nessuno dei quesiti concreti sollevati dalla lista numero uno». Subito dopo è intervenuto Francesco Bellusci, il quale ha voluto chiarire che la sua candidatura è nata per dare rappresentanza ai ragazzi di Fedula, affinché abbiano «la chance di un'istruzione uguale a quella di tutti gli altri». Bellusci ha evidenziato come, subito dopo il suo ultimo intervento, sia «magicamente ripreso il servizio della Ferloc nella frazione». Ha poi replicato a Biagio Viceconte sul tema del comitato feste, definendolo «un organo chiuso, che non ha fatto entrare nessuno», e rimarcando che, dei «dieci eventi annuali elencati da Viceconte, nemmeno uno viene svolto a Fedula». Il candidato si è inoltre difeso dalle contestazioni di Francesco Cipolla, negando di aver espresso falsità su strade e trasporti, e segnalando i disagi del servizio verso il liceo di Spezzano: «Paghiamo un servizio che ci viene dato a metà, perché i ragazzi vengono lasciati a 300 metri dalla scuola». Particolarmente tagliente l'intervento di Grazia Adimari, che ha attaccato duramente il «bassissimo tenore degli interventi avversari della sera precedente». Adimari ha risposto frontalmente ad Agostino Viceconte, stigmatizzandone le parole come espressione di «mancanza di educazione, rispetto e umiltà», replicando senza giri di parole: «Che ti piaccia o meno io rappresento già le istituzioni, e le tue considerazioni rimangono irrilevanti perché la credibilità si costruisce sui risultati, non sulle parole vuote». La candidata ha preso le distanze dalle «incoerenze politiche» di Viceconte, chiarendo che non si muoverà «nell'ombra come un roditore, riscoprendosi contemporaneamente progressista e conservatore». Spostando l'analisi sui problemi del territorio, ha denunciato «l'indecorosa condizione delle strade di Terzo di Firmo e Fedula», definendo la recentissima asfaltatura come una «mossa maldestra per ottenere consensi», per poi criticare la gestione dei 20 milioni di fondi PNRR a fronte della «pressoché nulla evidenza di lavori ultimati» ed esponendo i propri progetti futuri su viabilità, occupazione e randagismo. Successivamente ha preso la parola Alessandro Faillace, che ha espresso ferma condanna per alcune «offese e bestemmie» udite tra il pubblico la sera precedente. Faillace si è poi concentrato sul capitolo del programma dedicato a Fedula, descrivendo un «progressivo abbandono durato undici anni che ha penalizzato la rete stradale, priva di guardrail in punti critici, azzerato l'associazionismo e annichilito lo sport». Per invertire questa tendenza, il candidato ha proposto una «manutenzione stradale costante, il rilancio dello sport locale e l'istituzione di un presidio decentrato nella frazione per garantire i servizi essenziali ai cittadini senza costringerli a spostarsi verso il centro». Ha anche proposto «incontri periodici con i cittadini della frazione per discutere delle scelte che l'amministrazione intende fare». Il clima si è surriscaldato con l'intervento finale del candidato sindaco Luciano Francesco Marranghello, che ha riaperto il caso del presunto dossieraggio che sarebbe stato commesso dal vicesindaco uscente Nicola Piragine, sollevando poi forti dubbi sulla bonifica dei rifiuti nell'area del castello, «magicamente scomparsi dopo un video di denuncia pubblicato dalla lista numero 1». Ha attaccato Biagio Viceconte per un «potenziale conflitto di interessi» legato al suo doppio ruolo in consiglio e nel comitato feste, riferendosi alla legittima richiesta economica da parte del comitato nei confronti dell'ente durante i periodi di festa patronale. L'avvocato ha poi lanciato una chiara sfida al rivale, dichiarandosi «disposto a chiedere scusa a Rimoli per averlo chiamato pacificatore e Pinocchio, se almeno una delle questioni sollevate sul lato amministrativo si dimostrasse falsa». Marranghello ha poi preso le difese di Adimari dalle offese ricevute, ricordando che la stessa «ricopre l'importante incarico di ispettrice del lavoro». Per rispondere alle accusate sui debiti storici della Multiservice, il candidato sindaco ha mostrato sul palco un protocollo del 2014 per dimostrare che le carte vennero portate alla luce proprio dalla sua passata amministrazione a dimostrazione di come abbia «seguito ciò che la legge impone di fare». Ha poi sollevato il caso di una rotatoria mai realizzata per la quale però sarebbero state liquidate le relative spese tecniche, sottolineando come su questo punto «non siano mai arrivate risposte». Ha inoltre rivelato un retroscena legato al trattamento di fine mandato (TFR) di circa 8.000 euro maturato a cavallo tra i due mandati: «A causa della delicata situazione economica legata al dissesto finanziario dell'ente -ha detto Marranghello-, il commissario prefettizio propose a Rimoli una riduzione del 50% dell'indennità; il sindaco uscente avrebbe potuto dire di sì o avrebbe potuto dire di no, e invece si è chiuso nel silenzio e ha percepito l'intera somma». In chiusura, l'ex primo cittadino ha mostrato i dati del bilancio dell'ente e, leggendo una delibera della giunta comunale del 26 febbraio 2026, ha denunciato l'esistenza di «un milione e 400 mila euro di debiti», chiosando: «Il sindaco dichiara che il Comune è economicamente virtuoso, ma dimostra di non sapere di cosa parla».

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