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Il sindaco di Calopezzati contesta la mancata interlocuzione con il Comune

CALOPEZZATI - «Da sindaco eletto dal popolo, non posso che ringraziare ANAS per le premure improvvise riservate a Calopezzati, mille abitanti scarsi che di norma faticano perfino a farsi rispondere a una PEC. Nel giro di pochi giorni si è mobilitato mezzo vertice della Struttura Territoriale Calabria: il Responsabile ing. Mupo, l'ing. Malizia dell'area Nuove Opere, il Direttore dei Lavori, il RUP. Un dispiegamento di forze che avrebbe fatto invidia a un'inaugurazione ministeriale. Peccato solo per la destinazione: non il tavolo con l'amministrazione comunale, ma la passerella elettorale dell'opposizione, allestita per l'occasione proprio sul cantiere della rotatoria che ANAS sta realizzando al bivio della statale 106».

Bnl

È quanto dichiara il sindaco di Calopezzati, Antonello Edoardo Giudiceandrea, in una nota diffusa alla stampa nella quale aggiunge: «I fatti hanno una sequenza precisa, e la ricostruisco perché resti agli atti. All'inizio della scorsa settimana, in un articolo di stampa, ANAS viene citata a sostegno di una tesi che scarica sul Comune la responsabilità dei danni dell'esondazione del torrente Cuppo, lo stesso corso d'acqua sopra il quale dovrà passare la benedetta rotatoria. Chiedo lumi all'ing. Malizia, che con prontezza organizza una call con RUP e direttore lavori. Chiarite le rispettive posizioni, l'ingegnere mi fissa per questa settimana un sopralluogo congiunto: un gesto che avevo letto come il modo garbato di rimettere in ordine le relazioni istituzionali».
«Il sopralluogo, invece, l'ho scoperto dalla rete -evidenzia Giudiceandrea-. Si è tenuto senza il Comune, con l'associazione e i rappresentanti dell'opposizione, e con tanto di foto di gruppo: il candidato sindaco, il consigliere di minoranza, il portavoce del locale circolo di partito. Tutti soddisfatti, tutti in posa sul cantiere di un'opera pubblica statale. Nel frattempo, la risposta che ANAS aveva promesso di inviarci ai quesiti dell'associazione non è mai arrivata. Le priorità, evidentemente, erano altre».
«ANAS, per iscritto, mi comunica di "non partecipare in nessun modo e in nessuna forma a campagne elettorali" e di vantare "consolidate collaborazioni con gli enti istituzionali territoriali" -afferma ancora il sindaco-. Sarei curioso di sapere con quale ente istituzionale territoriale sia stata consolidata la collaborazione ritratta in fotografia, visto che l'ente che governa questo Comune, a quel sopralluogo, non era stato nemmeno avvisato. Se poi la memoria non m'inganna, i dipendenti pubblici non fanno propaganda elettorale nell'esercizio delle proprie funzioni: lo dice un principio elementare, non il sindaco di Calopezzati. Che una società del gruppo Ferrovie dello Stato si presti a fare da fondale a una parata di parte, a diciotto mesi dal voto, è una circostanza che merita più di una spiegazione».
«Un capitolo a parte lo merita l'associazione "Basta vittime sulla SS106" -osserva Giudiceandrea-. Fino a ieri corrosiva verso ANAS, oggi in posa sorridente al suo fianco: un mutamento di temperatura così rapido che qualche domanda se la pone da sé. Cosa è cambiato? Quale intesa ha trasformato l'avversario di ieri nell'alleato di oggi? È lecito chiederlo, soprattutto a chi ha l'abitudine di intestarsi con generosità i risultati altrui e di usare la sicurezza stradale come clava politica contro questa amministrazione, quando il suo animatore è la stessa persona che a Calopezzati anima anche un circolo di partito. Circolo che, per inciso, non siede tra i banchi della maggioranza».
«Chiedo formalmente ad ANAS di ristabilire il corretto flusso delle relazioni istituzionali e di spiegare ai propri tecnici chi rappresenta un Comune e come ci si comporta quando si tratta con un ente -è la richiesta del sindaco-. È una domanda di rispetto, prima ancora che di prassi».
«Ho bussato con la cortesia che si deve tra istituzioni -conclude Edoardo Giudiceandrea-. Se ANAS, o chi la usa come scenografia, preferisce spostare la partita sul terreno della schermaglia politica, sappia che non lo temo. A quel gioco un sindaco eletto dal popolo gioca ad armi pari, e con più documenti, date e fotografie di quanti se ne immaginino dall'altra parte. La scelta del campo la lascio a loro. La determinazione a difendere il mandato dei cittadini di Calopezzati la tengo per me».

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