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Papasso: «Un dovere pubblicarlo, la storia guida il futuro»

CASSANO ALL'IONIO - È stato presentato stamane, giovedì 03/04/25, nel Teatro comunale il Catasto onciario di Cassano e Doria in Calabria Citra.

Bnl

Il programma dei lavori, moderati dal giornalista Mimmo Petroni, ha previsto una presentazione a cura del Vicesindaco di Cassano All’Ionio, Antonino Mungo, nel corso del quale ha spiegato come l’incarico per realizzare il progetto storico-culturale di redazione del “Catasto di Cassano e Doria”, finanziato dall’ente locale cassanese nel mese di dicembre 2016, era stato affidato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Giovanni Papasso, all’Associazione Culturale IRFEA presieduta dal professore Giancarlo Rango, che si è avvalso della collaborazione dell’Università della Calabria e di altri studiosi presenti oggi ai lavori, e che era stato consegnato, dopo un grande lavoro, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. A seguire, sono intervenuti Don Annunziato Laitano, Vicario Generale della Diocesi di Cassano All'Jonio, che ha portato il saluto del Vescovo e Vicepresidente CEI Monsignor Francesco Savino, Giovanni Spedicati, editore La Mongolfiera che ha stampato il catasto onciario cassanese e che ha spiegato come finalmente ora potrà cominciare anche la diffusione dello stesso per permettere a chi volesse di poterlo acquistare, e Franco Perri, socio Irfea. Presente in sala anche Francesca Rango in rappresentanza di Carlo Rango. Dopo questa prima parte si è passati agli interventi di carattere puramente storico riferiti ai contenuti del catasto cassanese. Vittorio Cappelli, Professore di Storia Contemporanea dell’Università della Calabria, e Giuseppe Ferraro, Direttore del Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, hanno evidenziato come questo testo che conta oltre duemila “pagine preziosissime” – come le hanno definite – divise in cinque volumi, rappresenti un precursore degli odierni catasti contenente l'attuazione pratica delle norme dettate da Re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno di Napoli. È stato considerato come uno strumento teso a eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili, perciò, di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale. Venne denominato “Onciario”, in quanto la valutazione dei patrimoni, sia immobiliari che da bestiame o finanziari, veniva stimato in base all'unità monetaria teorica di riferimento, l'oncia, corrispondente a sei ducati. Entrambi, ancora, hanno sottolineato come i Serra, famiglia nobile napoletana che governava sulle aree di Cassano e Doria, e in particolare Laura Serra, nonostante fossero dei feudatari, mostravano una forza innovatrice rispetto al passato visto che la duchessa risiedeva spesso in queste zone mentre altri nobili non andavano mai a risiedere o visitare i loro possedimenti soprattutto più periferici. Giuseppe Aloise, infine, Studioso e già Deputato, ha tracciato il quadro storico regionale all’interno del quale si colloca questa ricerca. La terza parte della mattinata, che ha visto la partecipazione di tantissimi studenti e di tanti rappresentanti della società civile, del mondo dell’associazionismo, delle istituzioni e della stampa, ha visto la consegna di una copia del catasto da parte del Sindaco Papasso ad Anna Liporace, Dirigente IISS Erodoto di Thurii, e Michele Marzana, Dirigente IC Lauropoli-Sibari-Cassano. I due dirigenti hanno già dichiarato che i volumi saranno al centro di alcune attività scolastiche strutturate ad hoc per permettere ai ragazzi di studiare le proprie origini e andare nel dettaglio di questi testi che rappresentano una fotografia della storia economica e sociale di Cassano e Doria nel XVIII secolo. «I Catasti Onciari -ha concluso il primo cittadino- sono dei documenti di primaria importanza soprattutto ai fini della ricostruzione storica, economica e sociale dei Comuni. Abbiamo ritenuto di investire in quest’opera per colmare il vuoto esistente relativamente alle fonti storico-culturali che hanno segnato l’evoluzione storica della comunità di Cassano. L’opera in questione è una preziosa fonte di informazioni e conoscenze per quanti nel tempo vorranno arricchire il proprio bagaglio culturale di conoscenze storiche riguardante le vicende socio-economiche e demografiche che hanno caratterizzato la storia di Cassano e di Doria nel periodo che va dal 1741 al 1753. La sua pubblicazione era un atto dovuto mio e della mia amministrazione alla Città di Cassano e alle scuole del territorio: non possiamo guardare al futuro senza conoscere la nostra storia che è ricchissima. La giornata di oggi ha dimostrato che ormai di Cassano c’è una narrazione diversa che giorno dopo giorno si consolida e riteniamo si debba proseguire assolutamente in questa direzione».

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