CORIGLIANO-ROSSANO - Arrivare a sfiorare l’80% di raccolta differenziata e ritrovarsi comunque con costi di conferimento tra i più alti d’Italia. È questo il paradosso denunciato da Cesare Sapia, Consigliere Comunale di Corigliano-Rossano, che analizza la discrepanza tra la virtuosità del territorio e i limiti strutturali della gestione regionale.
Secondo Sapia, la città ha ormai consolidato un modello di raccolta “porta a porta” efficace, grazie agli investimenti dell’amministrazione e al senso civico dei cittadini. Oltre ai risultati sulla differenziata, il territorio svolge un ruolo cruciale ospitando impianti di trattamento pubblici a beneficio di interi bacini sovracomunali. Un contributo fondamentale che però, ad oggi, non sembra generare vantaggi economici per la comunità locale.
Nonostante gli sforzi, le tariffe non calano. «Se i costi di conferimento fossero rimasti ai livelli del 2021, le bollette TARI oggi sarebbero sensibilmente più leggere», osserva il consigliere. Il dito è puntato contro il modello regionale calabrese, accusato di non aver ancora costruito un sistema capace di premiare i comuni virtuosi: «L’assenza di meccanismi premiali penalizza l’intero sistema. Mentre in altre regioni la differenziata produce benefici economici concreti, qui gli sforzi dei territori faticano a tradursi in risparmi per le famiglie».
Per Sapia, il Comune deve continuare a fare la sua parte per blindare il risultato raggiunto. Le priorità indicate sono tre: potenziamento del compostaggio domestico, per ridurre la quota di rifiuto organico e abbattere ulteriormente le spese; istituzione degli ispettori ambientali, per garantire il rispetto delle regole e la pulizia della città; rafforzamento del porta a porta.
Tuttavia, queste azioni locali rischiano di restare monche senza un cambio di passo a Catanzaro: «Quando i cittadini fanno la loro parte, il dovere della politica regionale è accompagnare quel cambiamento fino in fondo».
Fonte: Il Gazzettino Ionico
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