CASSANO ALL’IONIO - Tornano al centro dell’attenzione le questioni legate al progetto dell’anfiteatro nell’area della Torre di Milone a Cassano all'Ionio. A intervenire è il coordinatore di ArticoloVentuno, Francesco Paternostro, che torna a sollevare dubbi sull’opera.
«Non convince, e non da oggi -dichiara Paternostro-, ciò che sta accadendo nell’area nei pressi della Torre di Milone, a Cassano, dove è in corso la realizzazione di un anfiteatro. Un progetto che, fin dalla sua nascita, ha sollevato forti perplessità, che abbiamo sempre avversato e che continua oggi più di ieri a far discutere». Il coordinatore richiama inoltre i dubbi legati al contesto e alla natura dell’intervento. «Come ArticoloVentuno abbiamo sollevato sin da subito dubbi rilevanti, sia per la portata dell’opera rispetto al contesto naturalistico in cui dovrebbe inserirsi, sia perché si interviene in una zona che meriterebbe tutela e valorizzazione, non cementificazione». Secondo quanto evidenziato, il progetto, ereditato dalla precedente amministrazione, presenterebbe oggi problemi nella fase attuativa. Paternostro sottolinea poi la situazione attuale dei lavori, evidenziando ritardi e mancanza di chiarezza. «A distanza di tempo, i fatti parlano chiaro: i lavori non sono mai partiti, ci si dovrebbe arrangiare fra varianti e mancate autorizzazioni ed un silenzio della politica che diventa ogni giorno più pesante». Da qui la richiesta di trasparenza nei confronti dell’amministrazione comunale. «Riteniamo che l’Amministrazione Comunale abbia oggi il dovere e l’opportunità di fornire un quadro chiaro su cosa succede e su eventuali criticità ed errori di progettazione che sono emerse. Sui lavori pubblici, per lo più interventi che impegnano ingenti risorse finanziarie, non sono ammesse zone d’ombra: i cittadini hanno il diritto di essere informati e di ricevere risposte puntuali». Nella nota a firma del coordinatore si chiede anche di accertare eventuali profili di competenza. «Si faccia piena chiarezza dunque, anche per distinguere responsabilità passate dalle scelte che oggi si è chiamati a compiere. Qualora emergano responsabilità di natura politica, queste non vengano edulcorate né coperte da giustificazioni di comodo, ma siano richiamate con chiarezza e senza ambiguità». Infine, l’attenzione si concentra sulle condizioni dell’area e sulla necessità di interventi immediati. «Pensiamo sarebbe opportuno intervenire per ridurre e delimitare il perimetro del cantiere (fermo), restituendo almeno in parte gli spazi ai cittadini, consentendo nuovamente la fruizione delle panchine e dell’area pedonale - sottratte ormai da troppo tempo alla collettività - assieme ad un intervento urgente di pulizia dalle erbacce, di manutenzione e di recupero del decoro.
Con l’arrivo della stagione estiva, quella zona torna ad essere un punto di riferimento soprattutto per famiglie e bambini, anche per la presenza del parto giochi e del viale che permette lunghe passeggiate e bisogna ristabilire un’immagine decorosa».
La nota si chiude con un richiamo alla responsabilità della politica. «Restituire dignità a tutta quell’area, e lavorare per valorizzare la sua giusta vocazione, non è una concessione, ma un dovere. Un dovere della politica verso i cittadini e verso il territorio».
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