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Le associazioni chiedono il ripristino dell’H24 nell'ospedale Ferrari di Castrovillari

CASTROVILLARI - Il Comitato delle Associazioni (AVO - AVIS - Medici Cattolici - AFD - ISDE Italia - Castrovillari, Solidarietà e Partecipazione) per la tutela della Sanità e dell’Ospedale di Castrovillari torna a mobilitarsi per l’Emodinamica del nosocomio cittadino.

In una nota, le associazioni chiedono il ripristino della copertura H24 e un piano concreto per il reclutamento dei cardiologi emodinamisti, ribadendo il ruolo strategico del servizio per l’intero comprensorio nella gestione dell’emergenza cardiologica.
«La situazione attuale -si legge nel documento- non è più sostenibile: la copertura H24 è stata progressivamente ridotta, prima a H12 e oggi ad appena sei ore al giorno.
Una situazione che permane nonostante i ripetuti annunci dell’Asp di Cosenza relativi al ripristino della piena operatività. Fatto assai grave, anche perché l’emodinamica di Castrovillari è, allo stato attuale, l’unica struttura pubblica di emodinamica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ed è inoltre l’unica struttura baricentrica rispetto alla vasta area centro-settentrionale della provincia, comprendente il Pollino, l’Esaro, la Sibaritide e l’Alto Jonio cosentino. Non stiamo dunque parlando soltanto di un servizio dell’ospedale di Castrovillari, ma di un presidio strategico per un'ampia parte della popolazione della provincia di Cosenza. L’emodinamica del “Ferrari” vanta oltre un decennio di attività e migliaia di procedure diagnostiche e terapeutiche, contribuendo a salvare la vita a centinaia di pazienti e a evitare, in moltissimi altri casi, conseguenze gravi e invalidanti». 
Un infarto non può essere programmato. È questo il punto fondamentale che il Comitato intende ribadire con forza. In presenza di una Sindrome Coronarica Acuta, la tempestività dell’intervento di angioplastica rappresenta un fattore determinante per la sopravvivenza del paziente e per la prevenzione di esiti cardiaci invalidanti. Il Comitato delle Associazioni non intende entrare nelle dinamiche politiche o nelle responsabilità delle singole istituzioni, ma chiede a tutte le istituzioni, senza distinzione di appartenenza politica, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. «La giustificazione addotta di carenza di personale -aggiungono le associazioni- non può diventare la ragione per rassegnarsi al ridimensionamento di un servizio salvavita. Al contrario, una corretta programmazione sanitaria dovrebbe partire proprio dalla valorizzazione e dal pieno funzionamento delle strutture già attive, soprattutto quando si tratta di presidi di comprovata esperienza, qualità e collocazione strategica».
Il Comitato delle Associazioni, pertanto, chiede «il mantenimento e la piena tutela dell’emodinamica dell’ospedale di Castrovillari, escludendo qualsiasi, differente ipotesi; il ripristino della copertura H24, quale obiettivo prioritario e non più rinviabile; un piano concreto e tempestivo per il reclutamento dei cardiologi emodinamisti necessari, utilizzando ogni strumento consentito; chiarezza da parte dell’ASP di Cosenza e della Regione Calabria sui tempi e sulle modalità con cui si intende riportare il servizio alla piena operatività; un confronto pubblico e trasparente con il territorio e con il Comitato delle Associazioni, che da dieci anni segue e difende le sorti dell’ospedale spoke di Castrovillari».
Il Consiglio comunale di Castrovillari, nella seduta del 3 agosto scorso, ha approvato all’unanimità un documento di indirizzo a tutela del presidio ospedaliero, nel quale viene richiamata anche la situazione del personale sanitario dell’emodinamica. 
«Ora è necessario che a quella presa di posizione seguano atti concreti -si legge in conclusione nella nota-. L’emodinamica di Castrovillari non è un privilegio di Castrovillari: è un presidio di salute e di sicurezza per un’intera area della Calabria. Da dieci anni il Comitato si batte per difendere l’ospedale di Castrovillari e la sanità del territorio. Oggi, ancora una volta, è pronto a mobilitarsi ribadendo che la salute non ha colore politico. La difesa della vita, ancora meno».

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