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I giovani impegnati tra inclusione, cultura e tutela del territorio

SARACENA - «È partito l’anno del Servizio Civile Universale. L’inizio di un percorso di cittadinanza attiva che metterà i giovani dentro la vita concreta della comunità, tra ambiente e cultura, inclusione, territorio e cura dei beni comuni. Un’esperienza che forma competenze, costruisce responsabilità e restituisce energia nuova ai piccoli comuni».

È quanto fa sapere il sindaco di Saracena Renzo Russo, salutando l’avvio ufficiale dei progetti di Servizio Civile Universale “Demetra, Katundi Jonë - Il nostro paese e Pollino Ambiente e Benessere”, avvenuto venerdì 18 nella sala consiliare.
All’avvio delle attività hanno preso parte anche i giovani volontari della sede di San Basile, accompagnati dalla vicesindaca Francesca Bellizzi. Una presenza che conferma il valore sovracomunale del programma e la capacità dei piccoli comuni del Pollino di costruire reti, condividere obiettivi e investire insieme sulle nuove generazioni.
I progetti coinvolgono ambiti diversi ma complementari: assistenza alle persone fragili, sostegno alla comunità, protezione civile, tutela del patrimonio ambientale, valorizzazione urbana, promozione culturale, turismo sostenibile, sport, biodiversità, agricoltura in area montana, pace, nonviolenza e cittadinanza attiva. È in questa pluralità di azioni che il Servizio Civile diventa palestra concreta di formazione e partecipazione.
«Il Servizio Civile -sottolinea il primo cittadino- offre ai ragazzi l’opportunità di acquisire competenze utili per il proprio percorso personale e professionale e, allo stesso tempo, di contribuire alla crescita della comunità. È un anno in cui si impara facendo, si cresce mettendosi a disposizione e si scopre che anche nei piccoli comuni ci sono spazi importanti per responsabilità, innovazione e futuro».
Saracena è comune capofila di un programma più ampio che coinvolge anche Civita, Frascineto e San Basile. Il programma, dal titolo “Pollino Ambiente, Resilienza e Sostenibilità”, è stato costruito per rafforzare la presenza dei giovani nei servizi alla comunità, nella tutela del territorio e nella valorizzazione delle risorse locali. Un’impostazione che guarda al Pollino come spazio condiviso di crescita, cooperazione e cittadinanza.
«L’obiettivo -conclude Russo- è fare in modo che i giovani non vivano questa esperienza come una parentesi, ma come un passaggio significativo nella propria formazione. Il Servizio Civile entra nella vita reale dei paesi: negli uffici, negli spazi pubblici, nei servizi, nelle attività culturali, nei bisogni delle persone, nella promozione del territorio e nella capacità di costruire relazioni positive».

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