Organizzata manifestazione di protesta davanti alla struttura

CASTROVILLARI - Il consigliere regionale Ferdinando Laghi ha lanciato un monito in merito alla situazione sanitaria dell’ospedale di Castrovillari, organizzando un sit-in di protesta davanti alla struttura.

Durante la manifestazione, tenutasi questa mattina davanti l'ingresso del nosocomio, Laghi ha ribadito con forza che «l'ospedale di Castrovillari non offre servizi adeguati alle esigenze dei cittadini» e ha puntato il dito contro l'atto aziendale della Regione, ritenuto “insufficiente e inadeguato”. «La riorganizzazione sanitaria -ha aggiunto Laghi- dovrebbe essere concertata e partecipata, ma in realtà è arrivata in regione con una millantata partecipazione che non è stata quella che ci si aspettava. Questo -ha continuato- ha portato a una pianificazione che penalizza fortemente l’area centro-settentrionale della provincia di Cosenza, colpendo il diritto alla salute di circa centomila persone». Fra le varie criticità denunciate, Laghi ha evidenziato alcuni casi emblematici, tra cui quello della Broncopneumologia che: «verrebbe azzerata, mettendo a rischio un servizio fondamentale per la salute dei cittadini». Inoltre, ha sottolineato la grave carenza nel servizio di Emodinamica che «dovrebbe essere attivo 24 ore su 24, ma attualmente funziona solo per sei ore al giorno». Anche il reparto di Oncologia non è immune dai tagli: «è l’unico a perdere posti letto, non soltanto nella provincia di Cosenza, ma in tutta la regione». A ciò si aggiungono altri servizi, come l’Otorinolaringoiatria e la Neurologia. Il consigliere ha infatti dichiarato che «l’otorino è scomparso, mentre la Neurologia, che avrebbe dovuto essere un centro di riferimento per l’ictus, è sostanzialmente abolita». Uno degli aspetti più gravi sollevati da Laghi riguarda la carenza di primari e concorsi: «a Castrovillari, su 15 primariati previsti, solo 4 sono coperti -ha spiegato- gli ultimi due concorsi, banditi a inizio dicembre, non hanno neanche visto la formazione delle commissioni dopo oltre tre mesi». Il consigliere ha concluso il suo intervento con un accorato appello, rivolgendosi non solo all'Azienda sanitaria provinciale, ma anche alla politica locale: «Il tempo del silenzio e dell'acquiescenza è durato troppo. Bisogna dare voce al diritto alla salute dei cittadini, che sono sempre più delusi e arrabbiati».

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