L' opera diretta da Jordan River racconta la vita di Gioacchino da Fiore

CIVITA - Il Monaco che vinse l’Apocalisse, diretto da Jordan River, racconta la vita di Gioacchino da Fiore, un monaco e teologo del XII secolo. Girato tra il Lazio e la Calabria, il film segue il percorso spirituale di Gioacchino, che dopo un viaggio in Terrasanta si distacca dal mondo per dedicarsi allo studio delle Scritture.

Bnl

Dopo il suo ritorno in Italia, si ritira in un monastero sulle falde dell’Etna, poi a Guarassano, vicino a Cosenza, dove si riunisce con il padre, che lo dava per disperso. Confessa al genitore di aver scelto di servire il "Re dei Re"; invece che lavorare per il re normanno. Gioacchino trascorre circa un anno nell'abbazia di Santa Maria della Sambucina, ma si allontana per predicare. Dopo vari episodi, viene ordinato sacerdote dal vescovo di Catanzaro e si rifugia nel monastero di Santa Maria di Corazzo, dove si unisce alla regola cistercense e inizia a scrivere alcune delle sue opere principali. Nel 1177, dopo la rinuncia dell’abate Giovanni Bonasso, Gioacchino diventa abate di Santa Maria di Corazzo, dove avvia la stesura di "La Genealogia" e altri scritti importanti. Durante un viaggio all'abbazia di Casamari tra il 1182 e il 1184, incontra Papa Lucio III, che lo incoraggia a proseguire la sua attività di scrittura e ad interpretare profezie. Il Ponte del Diavolo, sospeso sopra le gole del Raganello, diventa un simbolo chiave nel film di River, candidato ai David di Donatello. Viene rappresentato come il passaggio tra i "Tre Regni Danteschi" – Inferno, Purgatorio e Paradiso – un percorso metaforico per l’illuminazione spirituale. Una delle scene più spettacolari mostra Gioacchino interpretato da dall’attore Francesco Turbanti attraversare il ponte mentre un fiume di fuoco inonda le gole circostanti, creando una delle scenografie più potenti della pellicola. Durante la presentazione del film a Castrovillari, presenti il Consigliere Comunale Gaetano Arcidiacono, il sindaco Alessandro Tocci ha sottolineato come questo lavoro stia portando in risalto il territorio locale, facendo conoscere il Ponte del Diavolo e il patrimonio culturale di Civita a livello internazionale. «Questo film è una vetrina per la nostra terra -ha affermato il sindaco- e grazie a Jordan River, stiamo promuovendo il nostro paesaggio e la nostra cultura su vari fronti».

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