MORANO CALABRO - Un impegno a trecentosessanta gradi, che spazia dalla manutenzione dei sentieri alla ricerca archeologica, dalla salvaguardia ecologica al sostegno sociale. Il Gruppo Speleo del Pollino “Umbertino Berardi” chiude il 2025 con un bilancio denso di servizi resi alle comunità.
A tracciare il quadro delle attività è il presidente Roberto Berardi, in una rendicontazione che testimonia l’instancabile operato del sodalizio. «L’anno appena trascorso -dice Berardi- si è rivelato per la nostra compagine denso di sfide e assai gratificante. Abbiamo confermato e ampliato il nostro ruolo di presidio dinamico sul territorio, perseguendo una visione integrata che unisce la tutela del patrimonio naturale con la sua fruizione consapevole, abbinando l’approfondimento storico-culturale con una incessante azione civile».
Al centro dell’operato escursionistico e ambientale spicca la definitiva sistemazione del percorso della Calcinaia, già inaugurato lo scorso anno ma ulteriormente arricchito nel 2025 con l’installazione della cassetta e del libro di vetta in vetta. «Non si tratta solo di segnaletica -chiosa il presidente- ma di provare a offrire punti di orientamento e riflessione, creando connessioni emotive con i luoghi. A completamento del meraviglioso anello outdoor si aggiunga la nuova cartellonistica verticale presso il Convento dei Frati Cappuccini e in Piazza Croce». L’azione del Gruppo si è estesa anche al potenziamento digitale delle bellezze del posto, con il contributo al programma “Il Borgo in un Click” del Comune di Morano, e a un’intensa collaborazione con l’Ente Parco per il recupero della memoria idrica dell’area, individuando la sorgente “L’osso a vena” e l’antico tracciato dell’ex casello ferroviario in c.da Carbonara. Importante anche la realizzazione e posa di un’insegna informativa al bivacco Gaudolino, seguito da una passeggiata in quota.
Il capitolo Protezione Civile ha visto i volontari spendersi per la sicurezza della zona: dal servizio Antincendio (AIB) nei mesi estivi, alla prevenzione durante eventi importanti come la” Marathon degli Aragonesi”, per finire con gli interventi di supporto a garanzia dell’ordine pubblico in occasione della “Festa della Bandiera” e, recentemente, del “Presepe Vivente” e altre rassegne. «Vigilare sui nostri boschi e sullo svolgimento sicuro delle manifestazioni -afferma Berardi- è un dovere che eseguiamo con orgoglio e totale abnegazione».
Di particolare rilievo sono le iniziative nel sociale, con una convenzione che ha permesso l’inserimento temporaneo di due persone, sottoposte a misure di detenzione, in un progetto di pulizia della pista ciclabile Morano-Castrovillari. «Crediamo -sottolinea il presidente- nella funzione rieducativa del lavoro all’aria aperta e nel contatto con il paesaggio come strumento per saldare il già forte legame con la collettività».
Parallelamente, grazie a una convenzione con l’Università Vanvitelli e il Comune di Morano, è proseguita l’attività di studio e indagine finalizzata alla valorizzazione delle aree archeologiche. «Abbiamo effettuato perlustrazioni in siti di enorme interesse storico-culturale insieme alla professoressa Giuseppina Renda, gettando le basi per future scoperte», racconta Berardi.
Il coronamento di un anno tanto intenso è giunto con il riconoscimento ufficiale da parte del Parco Nazionale del Pollino del ruolo di “Custodi del Pollino”. «È un titolo -conclude Berardi- che ci onora e che recepiamo non come traguardo ma quale esperienza di rinnovata responsabilità. Siamo e vogliamo rimanere sentinelle attente, solerti e appassionate di queste montagne, a favore di chi le vive, le visita e le ama. La nostra missione è e sarà sempre al fianco delle realtà locali, nella loro accezione più ampia e universale».
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