LUZZI - Fiori e palloncini bianchi. Ma soprattutto tanto dolore, tante lacrime per l’ennesima vittima dell’asfalto. Ieri mattina l’ultimo saluto ad Andrea Rago, il giovane 28enne, deceduto a seguito dell’incidente stradale avvenuto domenica scorsa nella zona valliva di Bisignano, lungo l'arteria a scorrimento veloce che incrocia la strada provinciale 234 "Riva Destra Crati", che ha visto coinvolte, per cause da accertare, due auto e lo scooter su cui viaggiava.
Una folla immensa ha gremito il sagrato della chiesa parrocchiale dei Sacri Cuori, a Luzzi, dove il feretro è giunto dall’obitorio dell’Annunziata. Tante le persone che, sgomente e commosse, hanno voluto stringersi in un affettuoso e corale abbraccio alla straziata mamma Rosaria Guatieri, ai fratelli Angelo e Dino, alla sorella Lucia ed ai familiari tutti, racchiusi dignitosamente nel loro composto, inconsolabile e struggente dolore. C’erano i suoi innumerevoli amici non solo di Luzzi, dove viveva, ma anche della limitrofa Bisignano. La tragica morte di Andrea, infatti, ha scosso profondamente le due comunità cratensi. Pur non essendoci residente frequentava quotidianamente anche la cittadina di Sant’Umile, paese di origine del papà, scomparso nel maggio scorso. Unanime il ricordo di un giovane ben voluto per i suoi modi gentili, buono, generoso ed altruista che amava stare in compagnia e divertirsi. Andrea era anche un lavoratore instancabile, con molti sogni da realizzare e con la grande passione per le auto sportive, che il fato crudele, purtroppo, ha ghermito in una calda domenica di agosto. Con la sua semplicità e il suo sorriso, Andrea era capace di farsi voler bene da tutti coloro che incontrava lungo il suo percorso. La chiesa di località Gidora non è riuscita a contenere tutta la gente presente ai funerali che, sfidando il caldo torrido di questi giorni, ha voluto far sentire la vicinanza e l'affetto ad una famiglia che ha dovuto fare i conti, ancora una volta ed a pochi mesi di distanza, con un altro doloroso lutto. Al parroco don Andrea Lirangi il difficile compito di trovare le parole giuste da rivolgere ad una comunità che piange la morte di un suo giovane figlio strappato tragicamente all'affetto dei suoi cari. Perché nessuna parola umana può colmare un vuoto così grande lasciato da un figlio. «In questo momento di silenzio e di dolore -ha ricordato il sacerdote nell'omelia- dovremmo avere la capacità di dire grazie al Signore perché ci ha donato Andrea, ci ha fatto vivere la sua vita, con momenti belli e brutti, e che ora è nelle mani di Dio. Solo attraverso la fede sarà possibile trovare la consolazione ha ricordato il parroco ai familiari, soprattutto alla mamma che oggi sta vivendo lo stesso dolore che ha trafitto il cuore della Madonna nel vedere il suo figlio Gesù morire sulla croce». «È il momento soprattutto della preghiera e della consolazione» ha detto ancora don Andrea nell'omelia, invitando soprattutto a non andare dietro a quelle che sono le chiacchiere del momento, nel tentativo di trovare un capro espiatorio per quanto è accaduto e dare una lettura distorta degli eventi, di come sono andati i fatti. «Di fronte a queste tragedie -ha rimarcato il parroco- bisogna trovare rifugio nella preghiera affinchè attraverso la luce della fede, aiutati dal silenzio, i familiari possano trovare la consolazione». All'uscita del feretro dalla chiesa un lungo applauso ha salutato Andrea Rago prima di raggiungere la propria abitazione per una breve sosta, mentre in cielo sono stati fatti volare decine di palloncini. Poi l’ultimo viaggio verso il cimitero.
@Riproduzione riservata