COSENZA - L’Università della Calabria entra tra i protagonisti della missione spaziale Plasma Observatory, selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per lo studio avanzato della magnetosfera terrestre.
Il via libera decisivo è arrivato nel corso del meeting dello Science Programme Committee (SPC) a Tenerife, dove è stata formalmente accolta la raccomandazione scientifica favorevole alla missione.
L’approvazione definitiva e l’adozione formale della missione sono attese nel prossimo appuntamento del comitato, previsto per novembre 2026, quando verranno consolidati anche gli impegni finanziari delle agenzie nazionali coinvolte. Successivamente la missione entrerà nella Phase B1, dedicata alla definizione tecnica del progetto.
La missione consentirà uno studio tridimensionale e multi-scala della magnetosfera terrestre e delle modalità con cui essa interagisce con le particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole, catturandone e dissipandone l’energia.
L’investimento complessivo stimato dall’ESA per la realizzazione della missione è pari a 727 milioni di euro, una cifra che conferma la dimensione strategica del progetto e il suo orizzonte di lungo periodo, con attività scientifiche e operative previste anche nei prossimi 15-20 anni.
All’interno del team scientifico ristretto della missione, l’Italia è rappresentata dall’Università della Calabria e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). In particolare, l’ateneo calabrese assume un ruolo centrale attraverso la partecipazione del professor Francesco Valentini, ordinario e direttore del Dipartimento di Fisica, membro dello Science Study Team (SST) dell’ESA. Il gruppo, composto da nove scienziati europei, include anche i lead proposers Maria Federica Marcucci (INAF-IAPS di Roma) e Alessandro Retinò (CNRS di Parigi).
Determinante il contributo del gruppo di ricerca in Astrofisica, Geofisica e Fisica dei Plasmi dell’Unical, coinvolto sin dalle fasi iniziali nella progettazione scientifica della missione.
Per il professor Valentini, la raccomandazione dell’ESA segna un passaggio di rilievo non solo scientifico ma anche territoriale, con ricadute sul lungo periodo: «Questo traguardo ci proietta verso un orizzonte lavorativo e finanziario stabile fino al lancio della missione, previsto per il 2039». Un percorso che, secondo il docente, «rafforza anche la collaborazione strategica tra Unical e INAF, già partner nella costruzione del radio-telescopio solare intitolato al compianto Vincenzo Carbone nell'ambito del progetto Solaris».
Sulla stessa linea il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, che evidenzia il valore della partecipazione dell’ateneo allo Science Study Team della missione, definendola un «riconoscimento di eccellenza internazionale». Greco sottolinea inoltre come questo risultato confermi la capacità dell’Unical di competere «ai massimi livelli della ricerca scientifica globale» e di contribuire allo sviluppo dell’innovazione europea anche dal Mezzogiorno.
Con il via libera dell’ESA, Plasma Observatory entra così in una fase decisiva del suo percorso, con l’Università della Calabria pronta a giocare un ruolo di primo piano in una delle missioni più ambiziose dedicate allo studio dello spazio vicino alla Terra.
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