COSENZA - Il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza ha ospitato, il 16 settembre, il nuovo appuntamento del tour letterario firmato “Barche di Sabbia”. Il reportage del giornalista Emanuele Armentano che, da settembre 2025, sta dando voce alle delicate dinamiche del fenomeno migratorio. L'evento, inserito nella rassegna “LibrinComune”, si è svolto alla presenza di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all'Ionio e vicepresidente della Cei, e del sindaco del capoluogo Franz Caruso.
A completare il quadro degli interventi sono stati il critico letterario Mario Guadio, che ha esposto la sua analisi tecnica circa la stesura del lavoro, e Pino Sassano della libreria Mondadori, autore di un intervento accuratamente riflessivo sul tema trattato e sull'impegno dell'autore Armentano. I lavori sono stati coordinati dalla consigliera comunale e delegata alla cultura, Antonietta Cozza, promotrice della rassegna. L'incontro è stato animato dagli intermezzi musicali curati da Emiliana Oriolo, Antonella Vitale e Maria Teresa Vitale, con la lettura di alcuni passi dell'opera, affidata a Demetrio Corino. Continua, quindi, il format di “presentazione-spettacolo” che aveva debuttato lo scorso luglio a Spezzano Albanese, dando nuova linfa alle presentazioni di Armentano.
Il primo cittadino, nel suo intervento, ha parlato del valore di non restare indifferenti: «Una città -ha dichiarato- che vuole dirsi davvero civile non può voltarsi dall’altra parte davanti alle storie di uomini, donne e bambini costretti a lasciare la propria terra. Le migrazioni non possono essere affrontate soltanto come un problema di numeri, confini o emergenze. Prima di tutto ci sono le persone e il compito delle istituzioni è difenderne la dignità, costruendo condizioni di accoglienza, integrazione e convivenza fondate sui diritti e sul rispetto della persona».
Le parole di monsignor Savino hanno abbracciato vari aspetti della tematica affrontata, con particolare riferimento alla dimensione umana e alla coscienza dei tempi odierni, soprattutto nel modo di porsi davanti alle difficoltà del prossimo. Proprio sulla coscienza, il presule, nel descrivere la sua percezione in merito, ha lasciato un chiaro invito a farne tesoro: «La vedo molto addomesticata -ha detto-, molto strumentalizzata. Anzi, consentitemi di dire che è una coscienza troppo dormiente e addormentata, anestetizzata, narcotizzata. Per cui vi abbraccio, ciascuna e ciascuno, invitandovi a custodire la coscienza, quel grande valore che oggi rischia di essere messo in discussione».
Armentano ha concluso il ciclo degli interventi, illustrando le sue riflessioni e ponendo l'accento sul ruolo che ogni persona può avere accanto ai più fragili: «L'obiettivo di questi incontri -ha detto- è quello di sensibilizzare la gente verso l'apertura, l'accoglienza e l'integrazione di chi viene da lontano. Alla domanda se i due protagonisti potessero tornare indietro per rivivere l'esperienza del viaggio -ha raccontato- la risposta che ho ricevuto è stata “no”. Questo dato ci dice che come società stiamo fallendo».
@Riproduzione riservata