Un grande palcoscenico a cielo aperto tra spiritualità e partecipazione

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LUZZI - Un momento di straordinaria coesione spirituale e sociale. È quanto hanno vissuto nei giorni scorsi le comunità di Luzzi e di Acri.  La "Passione Vivente", nata dall'intuizione e dalla guida della regista Suor Raffaella Roberti insieme a Suor Maria De Filippis , ha trasformato le due cittadine in un unico palcoscenico a cielo aperto, capace di far battere all'unisono il cuore di tantissimi fedeli.

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Il progetto ha trovato la sua linfa vitale nell'accoglienza dell'Unità Pastorale di Luzzi e del suo parroco don Andrea Lirangi, che hanno fortemente voluto inserire la rappresentazione nel calendario delle attività interparrocchiali.  Sinergia che si è poi estesa con naturalezza al territorio di Acri, vedendo la partecipazione attiva dell'Oratorio Beato Francesco Maria Greco Anspi e delle Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori, in un esempio virtuoso di collaborazione tra diverse realtà ecclesiali e associative. ​Il gruppo teatrale “Beato Francesco Maria Greco” di Luzzi ha dato prova di una maturità artistica notevole, mettendo in scena un’opera dove il realismo crudo del sacrificio si è intrecciato con un profondo pathos introspettivo. Nulla è stato lasciato al caso: dalle scenografie imponenti, studiate per armonizzarsi con gli scorci urbani, fino all'impiego di una regia audio itinerante tecnologicamente avanzata, che ha permesso di diffondere nitidamente ogni parola e ogni sospiro lungo tutto il percorso delle stazioni. Il pubblico, avvolto in un silenzio partecipe, è stato condotto attraverso i contrasti dell'animo umano, passando dall'esaltazione delle folle che stendevano mantelli al passaggio del Rabbi, fino al drammatico voltafaccia della condanna e al sangue versato sulla via del Calvario. ​Ogni figura biblica ha trovato una dimensione psicologica attuale, portando alla luce l’invidia dei potenti, lo smarrimento dei discepoli e la scelta pilatesca di chi preferisce l'indifferenza alla Verità. Particolarmente toccante è stata la rappresentazione del dolore della Madre, un linguaggio universale che ha saputo parlare a ogni genitore presente tra la folla. Se a Luzzi la suggestione dell'Anfiteatro ha fornito una cornice monumentale alla narrazione, ad Acri la sacralità del parco della Casa Madre delle Piccole Operaie ha offerto un punto di partenza ideale per la processione cittadina, culminata nella scena della crocifissione. Al termine del rito, il messaggio della Pasqua è emerso con forza: la morte vinta dal masso che rotola e la luce della Risurrezione che torna a illuminare le tradizioni e l'identità di una terra, la Calabria, capace di generare eventi di immenso valore umano quando sa lavorare in comunione. All’Unità Pastorale, agli organizzatori e ai protagonisti anche il plauso del sindaco Umberto Federico nel sottolineare il “momento profondamente suggestivo e carico di emozione, intenso e toccante  per la comunità luzzese”.

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