COSENZA - Nuovo appuntamento mercoledì 16 settembre, alle ore 17,30, al Museo dei Brettii e degli Enotri, della rassegna libraria ”Librincomune”, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso con l'obiettivo di rilanciare le attività culturali in città attraverso una sempre maggiore diffusione della cultura del libro e della lettura.
Curatrice della rassegna è la consigliera comunale e delegata alla Cultura, Antonietta Cozza, che per questo nuovo appuntamento ha proposto la presentazione del libro “Barche di sabbia - Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare”, di Emanuele Armentano, pubblicato da Edizioni Expressiva.
La presentazione del volume sarà aperta dal Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, per i saluti istituzionali, e da mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, autore della prefazione del libro di Armentano.
Previsti gli interventi del critico letterario Mario Gaudio e di Pino Sassano della Libreria Mondadori. Modera la delegata Antonietta Cozza.
“Barche di sabbia” è un reportage narrativo che attraversa, con passo lucido e voce asciutta, la rotta migratoria africana dal deserto al Mediterraneo. Un viaggio fatto di sabbia, silenzi e storie invisibili. Dalle piste del Niger alle carceri libiche, dalle città-fantasma della frontiera alle baracche dei porti, il libro raccoglie voci, volti e frammenti di realtà che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico. È un'indagine sul campo, ma anche una testimonianza personale: di chi ha deciso di ascoltare, dove tutti voltano lo sguardo. “Barche di sabbia” restituisce dignità a chi ha attraversato l’inattraversabile. E invita il lettore a guardare oltre la superficie: lì dove spesso si arenano le verità più scomode.
«Una città che vuole dirsi davvero civile non può voltarsi dall’altra parte davanti alle storie di uomini, donne e bambini costretti a lasciare la propria terra -sottolinea il Sindaco Franz Caruso-. Le migrazioni non possono essere affrontate soltanto come un problema di numeri, di confini o di emergenze. Prima di tutto ci sono le persone, con i loro nomi, le loro storie, le loro paure e le loro speranze. E il compito delle istituzioni è quello di difendere la dignità di ogni essere umano, costruendo condizioni di accoglienza, integrazione e convivenza fondate sui diritti e sul rispetto della persona. Cosenza -prosegue Franz Caruso- vuole continuare a essere una città aperta, solidale e capace di riconoscere nell’altro non una minaccia, ma una parte della nostra stessa comunità. La cultura ha anche questo compito: aiutarci a guardare oltre gli stereotipi, a comprendere ciò che spesso rimane fuori dai riflettori e a restituire un volto umano a fenomeni che troppo spesso vengono raccontati soltanto attraverso numeri e statistiche. In questo senso, Barche di sabbia rappresenta un contributo importante, perché ci mette davanti alle responsabilità di una società che non può considerarsi umana se lascia indietro la dignità degli ultimi».
La narrazione in “Barche di sabbia” si apre con la strage di Steccato di Cutro, nella notte fra il 25 e il 26 febbraio 2023, e da lì risale il filo di un'altra storia, quella di Abubacarr Conteh e Ousman Susso, cugini gambiani partiti da Serrekunda a quindici anni, con il sogno di giocare a calcio in Italia. Una narrazione che si snocciola in oltre seimila chilometri fra Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger, l’attraversamento del Sahara, la prigionia in Libia e, infine, il Mediterraneo. Il reportage nasce proprio dall'esigenza di restituire voce e centralità alle persone che attraversano queste rotte, attraverso testimonianze dirette e un racconto che tiene insieme dati, esperienza e dimensione umana. Nelle pagine che aprono il volume, mons. Savino colloca la vicenda dentro le due domande fondative della Bibbia, “Adamo dove sei?” e “Caino, dov’è Abele tuo fratello?”, e ne trae una conseguenza netta: «Nessuno può realizzare la propria umanità negando o non accogliendo l’umanità dell’altro, poiché l’essere umano è essenzialmente relazione. Il viaggio dei protagonisti -scrive- è un esodo verso una terra che dovrebbe corrispondere alla vocazione originaria di essere ‘giardino’ accogliente per tutti, dove tutti, senza distinzione di razza e di lingua, si riscoprano fratelli e sorelle». A Cosenza il confronto non si fermerà alle pagine del libro. L’autore porterà il racconto fino a oggi, a ciò che è accaduto ai due protagonisti dopo l’approdo, quando il viaggio finisce e comincia il resto. Abù e Ousman vivono in Calabria e non fanno più il bagno in mare: «Molti dei nostri amici sono morti lì. Ora riposano sotto le acque. Per noi è una mancanza di rispetto fare il bagno sopra di loro».
La serata sarà accompagnata da momenti musicali a cura di Emiliana Oriolo, Antonella Vitale e Maria Teresa Vitale e da letture di alcuni passi affidate a Demetrio Corino.
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