COSENZA - Un appuntamento di grande rilievo culturale e civile animerà l’Università della Calabria il 15 maggio alle ore 17, quando nell’Aula Caldora si terrà il seminario “Educare alla legalità tra prevenzione e recupero. Sulle seconde possibilità”.
Un incontro che intreccia pedagogia, giustizia e responsabilità sociale, inserito nelle attività formative del master di secondo livello Scuola-laboratorio e didattica digitale per la prevenzione del disagio giovanile, diretto da Teodora Pezzano, docente di Pedagogia generale e sociale.
A dialogare con studenti, docenti e cittadini sarà Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, figura simbolo della lotta alla criminalità organizzata e da sempre impegnato sul fronte educativo. Il seminario sarà aperto dai saluti istituzionali di Maria Mirabelli, direttrice del DICES, e Gabriella Agrusti, presidente della Società Italiana di Pedagogia.
Il confronto prenderà le mosse dalle più recenti pubblicazioni di Gratteri e, in particolare, dal volume “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità” (Mondadori, 2026), scritto insieme ad Antonio Nicaso. Un testo che diventa pretesto e strumento per affrontare un nodo cruciale: la funzione rieducativa della pena, sancita dall’art. 27 della Costituzione, e la possibilità concreta di recupero per chi cresce in contesti criminali.
Il seminario intende esplorare il difficile equilibrio tra rigore della giustizia e opportunità di riscatto, soprattutto per i giovani che, come il protagonista del romanzo Cesare, “fioriscono da radici mafiose” ma possono incontrare figure educative capaci di riaprire strade, come il pubblico ministero in pensione Carlo Marino. La riflessione proposta da Pezzano e Gratteri si colloca in un punto nevralgico del dibattito pubblico: come costruire percorsi di legalità che non siano solo repressione, ma prevenzione, accompagnamento, ricostruzione della persona. Una sfida che, come ricordava Piero Bertolini, significa “rieducare una ferita profonda della personalità”: un compito arduo, ma indispensabile per una democrazia che voglia essere davvero inclusiva e capace di futuro. Il seminario si propone dunque come un’occasione per ripensare il ruolo della scuola, delle istituzioni e della comunità nel sostenere chi ha sbagliato, offrendo strumenti per comprendere, scegliere e cambiare. Perché educare alla legalità non è solo trasmettere norme, ma generare cittadinanza.
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