LUZZI – Gemellaggio in occasione del pellegrinaggio al Santuario di San Francesco di Paola tra le due realtà corali della comunità di Luzzi e di Acri, rispettivamente tra la Corale polifonica “Iubilate Domino” (Luzzi) e il Coro polifonico “S. Giuseppe” (Acri), entrambi sotto la direzione del M° Angelo D’Ambrosio. 

Bnl

I due cori, nella compagine di circa 40 coristi, si sono recati in pellegrinaggio, insieme ai tanti pellegrini della Forania Cratense, presso il Santuario del Santo Patrono della Calabria in occasione del Novenario in preparazione alla Festa Regionale grazie all’invito dei Padri Minimi con in testa Padre Domenico Crupi. La solenne liturgia eucaristica pomeridiana è stata presieduta dal Vicario Foraneo, don Andrea Lirangi con la concelebrazione di altri confratelli della Forania Cratense. I canti sono stati eseguiti dalle due corali luzzese ed acrese, accompagnati all’organo da Miguel Montefusco sotto la magistrale direzione del M° Angelo D’Ambrosio.Proprio quest’ultimo, già direttore della Iubilate Domino, da lui fondata nel lontano settembre 2008, ha preso anche le redini della direzione del coro polifonico acrese “S. Giuseppe” fondato 25 anni or sono, sotto viva sollecitazione dei coristi tutti e del loro presidente Angelo Maiorano. Questi, mossi da spirito di fratellanza e unione per la musica e la fede cristiana nel canto corale, hanno fortemente voluto il M° D’Ambrosio come loro direttore. Il cammino musicale con il polifonico “S. Giuseppe” è stato intrapreso già da qualche mese, con la loro “prima” alla solenne celebrazione eucaristica della S. Pasqua nella Basilica di Sant’Angelo d’Acri, lo scorso 31 marzo. Quella al Santuario di S. Francesco di Paola, dunque, suggella la “prima” partecipazione a cori uniti dei territori afferenti proprio alla Forania Cratense; come sottolineato dal M° D’Ambrosio «sia l’inizio di un lungo e accorato cammino insieme e con l’auspicio che possano avvicinarsi anche altre realtà limitrofe alle nostre e unirsi e aggregarsi insieme per elevare col canto un’unica lode al Signore “…un cuore solo e un’anima sola” (Atti 4,32)».

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