LUZZI - Ancora al centro del dibattito pubblico e politico la questione della Casa della Comunità realizzata a Luzzi. La decisione di allocare la nuova struttura sanitaria nei locali adeguati dell’ex edificio scolastico di contrada Serra Civita continua a tenere banco ed ha reso la già torrida estate ancora più rovente.
A sollevare la questione dai banchi dell'assise consiliare era stata la consigliera di minoranza Anna Pingitore, innescando un acceso confronto dialettico sfociato inevitabilmente sui social, con le rassicurazioni dell’esecutivo municipale e finanche una raccolta di firme. Sulla vicenda interviene anche il neo gruppo civico “Alleanza Bene Comune” che, pur riconoscendo l’importanza delle risorse messe a disposizione dal PNRR per rafforzare la sanità territoriale, esprime la ferma e totale contrarietà alla scelta di localizzare la nuova Casa della Comunità a Serra Civita.
«Questa scelta -si legge in una nota- rappresenta il simbolo di una programmazione sanitaria che ha mancato un’occasione storica per il nostro Paese. L’amministrazione del sindaco Federico ha rinunciato, nei fatti, a costruire attorno alla Casa della Comunità una prospettiva più ambiziosa: fare di Luzzi un polo sanitario di riferimento per la media Valle del Crati, capace di produrre sviluppo e ricadute positive sul piano sociale ed economico».
Per il gruppo civico luzzese «spostare un servizio sanitario essenziale in una contrada collinare, periferica e oggettivamente più difficile da raggiungere rappresenta un evidente controsenso rispetto alla stessa filosofia della sanità di prossimità. Il D.M. 77/2022 nasce con un obiettivo chiaro: portare la sanità più vicino ai cittadini, rendendo i servizi territoriali realmente accessibili e facilmente fruibili. È proprio questa la ragione d’essere delle Case della Comunità: avvicinare la cura alle persone e non allontanarla».
E non sarebbero mancate le alternative e le soluzioni. «Se il vecchio poliambulatorio di Luzzi centro non era più adeguato -è sottolineato-, si poteva puntare sul potenziamento delle strutture di Piazzale Cesare Dima, in una zona più accessibile e strategica che già durante l’emergenza Covid ha dimostrato di essere un punto di riferimento per tutta la media Valle del Crati. È mancata una visione capace di guardare al futuro della sanità di Luzzi e al ruolo che il nostro comune avrebbe potuto svolgere nell’intero territorio».
"Alleanza Bene Comune" si sofferma anche su "un problema enorme che non può essere ignorato" che è la sicurezza. «Isolare la struttura in quella zona -si legge nella nota- solleva seri dubbi sulle condizioni di lavoro del personale sanitario. Pensiamo soprattutto ai medici della continuità assistenziale (la guardia medica), lasciati a operare da soli durante i turni notturni in un contesto isolato». Per il gruppo civico, dunque, tale scelta non guarda al progresso ma «si traduce in un grave impoverimento dell'offerta sanitaria all'interno del nostro paese. Un simile scenario spingerebbe inevitabilmente i cittadini a preferire le strutture centrali e ben collegate dei comuni limitrofi (Montalto Uffugo in primis). Di fatto, il presidio di Serra Civita finirebbe per essere utilizzato quasi esclusivamente dagli abitanti della contrada. Ci troveremmo, insomma, davanti all'ennesima cattedrale nel deserto». Posto l'accento anche sul tema dell’accessibilità dei mezzi di soccorso. «Una struttura sanitaria -è spiegato- deve garantire condizioni di accesso e sicurezza conformi alla normativa vigente. E allora la domanda è inevitabile: la viabilità che conduce alla nuova Casa della Comunità rispetta pienamente i requisiti di sicurezza? I mezzi di soccorso possono raggiungere e servire la struttura agevolmente e in piena sicurezza? Su un aspetto così delicato riteniamo doveroso che siano fornite risposte chiare e supportate dalle necessarie verifiche tecniche. Non possiamo assistere in silenzio a questo arretramento che significherebbe rassegnarsi al progressivo declino del nostro territorio. Qui non è in gioco una semplice scelta logistica, né una battaglia burocratica: è in gioco il futuro della sanità luzzese, il diritto dei cittadini ad avere servizi vicini, accessibili e realmente rispondenti ai loro bisogni e, più in generale, il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli».
Ragioni, queste, per le quali il gruppo civico intende promuovere nell'immediato un'assemblea pubblica presso il Teatro Tenda "Smurra", con l’obiettivo di aprire un confronto serio e trasparente tra la cittadinanza luzzese, l’amministrazione comunale e i vertici dell’ASP su una scelta destinata a incidere profondamente sul futuro della sanità del territorio luzzese. «Un confronto -auspica Alleanza Bene Comune- che sia serio, costruttivo e trasparente, per comprendere fino in fondo le ricadute di questa scelta e individuare insieme possibili soluzioni».
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