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Interrogazione in Regione su sicurezza e manutenzione

TARSIA - «La prevenzione è il miglior investimento eppure, nonostante ci fossero fondi disponibili destinati a progetti per contrastare alluvioni ed erosione costiera, quello che è successo con l’esondazione del Crati è l’eccezione che conferma la regola: milioni pronti nel cassetto e una terra in ginocchio che piange i suoi danni».

Con queste parole la consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, interviene sull'emergenza Crati, che ha colpito vaste aree del Cosentino, puntando i riflettori sulla Diga di Tarsia e sulla strada provinciale 197. «La mia interrogazione rivolta al Presidente e alla sua giunta -ha detto Madeo- vuole capire quindi perché, pur avendo la disponibilità economica, i lavori non siano mai partiti o, laddove fossero stati avviati, siano iniziati così in ritardo, e quali interventi concreti si intendano intraprendere per implementare i sistemi di messa in sicurezza. C’è bisogno di fare chiarezza anche sulla gestione dei flussi d’acqua della diga di Tarsia la quale, sebbene nasca con la finalità di irrigare, in situazioni emergenziali come quella dei giorni scorsi potrebbe svolgere un ruolo determinante. 
Agire in difesa e anzitempo non è il metodo adoperato da questo governo regionale di centrodestra che, in merito al dissesto idrogeologico così come in molti altri ambiti, è più bravo a declinare i verbi al futuro piuttosto che a fare i fatti nel presente. 
E così oggi si contano i terreni agricoli devastati, le piantagioni rese infruttifere dagli allagamenti e i capi di bestiame morti. Se gli eventi atmosferici non si possono governare, certamente si possono prendere le dovute precauzioni. La gestione del rischio idraulico è tra i nervi scoperti della nostra terra, non a caso già dal 2017 si parlava di un programma complessivo per la difesa del suolo dal valore di circa 300 milioni di euro, somma peraltro disponibile per affrontare i lavori. Eppure di quei progetti, di quella messa in sicurezza e del rafforzamento degli argini, non se ne è fatto più nulla o quasi. Oggi non ci resta che fare la conta dei danni e invocare lo stato di calamità.
Stessa sorte di abbandono e incuria colpisce la strada provinciale 197 proprio nel tratto della diga di Tarsia, dove le pessime condizioni del manto stradale mettono a dura prova i pendolari. 
Sicurezza e programmazione tornino al centro dell’agenda politica di questa Regione».

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