La consigliera Madeo chiede chiarimenti su strutture e servizi di prevenzione

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SAN MARCO ARGENTANO - «Ho depositato un’interrogazione sui servizi sanitari erogati nel comune di San Marco Argentano per capire le reali intenzioni riguardo la riorganizzazione di alcune strutture e relative prestazioni». Così la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo, in una nota.

«Ci troviamo ancora una volta -continua Madeo- difronte ad evidenti difficoltà da parte di un’area interna a ricevere un’assistenza territoriale adeguata e con il rischio che alcuni servizi rimangano solo su carta. Mi riferisco alla decisione di fornire San Marco Argentano di una Casa della comunità spoke piuttosto che hub, come invece era stato stabilito all’inizio e in conformità con quanto fatto in altri comuni come Cariati, Lungro e Mormanno, dove si è scelta la tipologia hub proprio perché queste città erano già sede di presidi ospedalieri e, di conseguenza, con maggiore disponibilità di spazi, strutture e risorse. Il rischio è dunque quello di depotenziare piuttosto che valorizzare le strutture già esistenti nella città, compromettendo la capacità di dare risposte ai bisogni della comunità. Questo il timore sollevatomi anche dall’assessore alla Salute nonché vicesindaco di San Marco Argentano, Giuseppina Occhiuzzi. Ma le criticità non si limitano alle strutture ma anche alle strumentazioni e al personale. Da oltre un anno, in considerazione dell’alto numero di accessi al punto di primo intervento, è stata formalmente richiesta l’assegnazione di almeno una figura di Operatore Socio Sanitario (OSS), ritenuta indispensabile per garantire adeguati livelli di assistenza e sicurezza del servizio. Eppure, ad oggi, questa figura non è stata ancora individuata. Così come è difficile comprendere come un mammografo di ultima generazione, installato presso l’U.O. di Radiologia di San Marco Argentano, non sia stato incluso nel programma degli screening contravvenendo alle buone pratiche della prevenzione. L’indebolimento progressivo dei servizi sanitari in un territorio interno, già fortemente penalizzato, determina un aggravio significativo per cittadini, pazienti cronici e fasce sociali più fragili, così come la mancata valorizzazione di strutture, servizi e apparecchiature già installate e pienamente funzionanti costituisce un grave spreco di risorse pubbliche e contrasta con i principi di efficienza della programmazione sanitaria».

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