Dopo, soltanto, quindici mesi dall'insediamento a Largo Don Bosco, la Giunta Cucci pare sia alla frutta. La luna di miele tra il sindaco e la cittadinanza spezzanese sembra, sorprendentemente, cessata prima del tempo. L'alto tasso di impopolarità della nuova amministrazione comunale, ormai, è allarmante.
Bnl
Per cui la maggioranza scricchiola, manifestando chiari segni di nervosismo, confusione ed isteria collettiva.
Difatti, i molteplici episodi di litigiosità interna, verificatisi nei giorni scorsi, offrono un'immagine sconfortante e deprimente dei neo-eletti, i quali precipitano nel gradimento e nella loro credibilità.
Contrariamente alle previsioni, nessuna politica riformatrice è stata avviata.
L'amministrazione dell'auspicato cambiamento, del sentito rinnovamento, del desiderato rilancio, del nuovo corso, si è impantanata proprio a causa delle sue deficienze, incapacità e contraddizioni.
Il paese è orfano di una guida forte ed autorevole, anzi, esso vive uno stato di sconfortante caos.
L'amministrazione non rappresenta più un punto di riferimento per i cittadini, i quali attendono sfiduciati una svolta epocale che tarda, comunque, ad arrivare. Tutto ciò è inaccettabile!!!
Da più parti, considerata la situazione descritta, si auspicano le elezioni anticipate per superare l'impasse politico.
Tuttavia, tale eventualità sarebbe una vera e propria iattura, poiché il paese non può permettersi di perdere ulteriore tempo, procrastinando le questioni pendenti e le emergenze aperte.
Sacrificare la legislatura, a causa dell'incapacità ovvero per la megalomania di qualche assessore o consigliere sarebbe un disastro per la collettività.
Dunque, è proprio vero che: “L’ora della ricreazione è finita, la campanella è suonata. Chi vuole restare, resta. Chi no, può andare a passeggiare”. Il tempo dei bluff è scaduto!!!
E' necessario che il magnanimo e paziente Sindaco riprenda in mano le redini della situazione, richiamando all'ordine i vari colonnelli e mettendo il bavaglio a qualche segugio della maggioranza.
Considerato lo straordinario plebiscito elettorale personale, ottenuto dal primo cittadino, è giunto il tempo che quest'ultimo si assuma veramente le proprie responsabilità politiche, avviando, con fermezza, una stagione di rilancio dell'attuale legislatura, già, claudicante.
Per realizzare tale “nuovo corso” è necessario, in primo luogo, abbandonare “l'ambizioso programma elettorale pisano” ed individuare un piano programmatico realistico, pratico, fattibile, formato da cinque o sei punti essenziali per la comunità.
In tale contesto, un'ipotesi di rimpasto interno alla maggioranza sarebbe impraticabile, inutile ed inefficace per la realizzazione di una effettiva svolta politico-amministrativa.
Per tale motivo, sarebbe assolutamente indispensabile rafforzare la qualità della squadra di governo cittadino, affiancando al Sindaco uno “staff tecnico” di assessori competenti, di alto spessore, autorevoli, affidabili e consapevoli dei processi politici-economici-sociali-culturali in atto e della complessità delle sfide da intraprendere.
Epperò, francamente, sarebbe assolutamente errato e sciocco ritenere sufficiente la trasformazione e l'ammodernamento della comunità arbëreshe, attraverso il solo lavoro di un voglioso sindaco e di alcuni diligenti tecnocrati.
Esclusivamente ciò non basta!!
Non vi è “rivoluzione” ovvero “cambiamento” senza la partecipazione popolare.
E' di tutta evidenza, quindi, che per una radicale svolta del paese sia basilare la viva, fattiva e concreta partecipazione dei cittadini alle istituzioni della comunità civica.
Alle istituzioni municipali, quindi, è inevitabile affiancare una serie di soggetti intermedi, organi, organismi, enti, associazioni, che collaborano e co-partecipano alla vita civile del comune.
Pertanto, non sarebbe secondario una riforma delle istituzioni locali, predisponendo la costituzione delle commissioni consiliari sia permanenti che miste, introducendo gli organi di quartiere ovvero la creazione di organismi economici-sociali territoriali ovvero attivando la figura del difensore civico, od anche la valorizzazione di associazioni sociali e culturali e le fondazioni.
In altre parole, verrebbe istituzionalizzato (fatto epocale) l'apertura delle istituzioni comunali alla società civile, la quale da soggetto passivo diverrebbe attore co-protagonista della vita della cives con tutte le conseguenze del caso.
Dunque, è venuto il tempo delle scelte coraggiose!!!
In caso contrario, per la maggioranza, si avvicina il tempo dei “campi elisi”.
Ps.: Al fine di evitare equivoci linguistici con lettori di poca familiarità con la lingua italiana oppure poco bendisposti con le battute satiriche, giova evidenziare che per “campi elisi” si intende, ovviamente, solo politicamente, senza alcun animo ostile.
Un saluto.

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