In un articolo su “Dirittodicronaca.it” del giugno del 2021 si registrava una tangibile regressione economico-sociale di Spezzano Albanese il cui trend negativo di tutti gli indici statistici generavano preoccupazione ed angoscia. Dopo cinque anni quale è la situazione della comunità albanofona più grande d’Italia?
Il fenomeno del calo demografico le cui cause trovano origine in fattori più complessi e generali che coinvolgono l’intera penisola, e in particolare il mezzogiorno, resta il dato più preoccupante, soprattutto, perché in percentuale la diminuzione degli abitanti si conferma maggiore rispetto al trend calabrese e italiano.
In effetti, nel giro di un lustro la popolazione spezzanese da 6800 abitanti si è ridotta a 6400 di cui 377 è di nazionalità straniera rispetto ai 396 dell’anno 2021.
L'età media della popolazione si attesta su 46,3 (anni), mentre nel 2021 era del 45,1, invece nel 2002 era pari al 39,7 (anni). Gli anziani sopra i 65 anni incidono sull'intera popolazione per il 25% rispetto al 22% di cinque anni fa, mentre gli abitanti da 0-14 anni si sono ridotti da circa 870 (anno 2021) a circa 790 di oggi.
Persiste tuttora il gap reddituale medio tra quello spezzanese, pari circa a euro 16.500, e quello della provincia di Cosenza che si aggira intorno ai 21.000 euro, con un tasso di disoccupazione locale del 17-18% (e quello giovanile del 38-40%), superiore a quello cosentino che è pari al 10-11%.
Nemmeno i consistenti interventi del Pnrr nel territorio sono stati sufficienti a generare una maggiore ricchezza se non ad eccezione di qualche singola azienda spezzanese i cui ricavi, comunque, derivano in larga parte da commesse extra-comprensoriali.
In tal senso, senza considerare le società estinte o fallite in questi anni, balza agli occhi il dato significativo che su 220 srl regolarmente iscritte, soltanto 82 sono attive di cui circa 20 non raggiungono i 50 mila euro di fatturato.
Tale andamento, espressione di un’evidente economia asfittica e stagnante, si è riflesso direttamente sulla riduzione del valore del patrimonio immobiliare delle famiglie spezzanesi, considerato che il costo medio di un'abitazione è sceso intorno ad euro 469 al mq a fronte di una quotazione di euro 662 al mq nel 2021 e di circa 700 nell’anno 2018.
Come più volte sottolineato, il declino del paese arbëresh, nonché dell’intero comprensorio che non sta certamente meglio, va ricercato nella profonda crisi del settore produttivo locale le cui criticità e fragilità risalgono nel tempo, per come avremo modo di approfondirne il tema in altre occasioni.
Dunque, un paese sempre più povero! Nessuna sostanziale controtendenza in questi ultimi tempi.
Per cui “sul banco degli imputati”, se così si può dire, non deve sedersi soltanto la “Politica” o il “ceto politico”, che non può sottrarsi alla propria parte di responsabilità, bensì deve estendersi a tutta la classe dirigente della comunità nel complesso, inadeguata a progettare negli ultimi quarant’anni, all’interno sicuramente di un quadro generale di arretramento della funzione dei partiti e delle istituzioni politiche, un’idea di sviluppo e progresso unitario e coerente della comunità.
Quest’ultima, in modo oscillante, si è appassionata alle novità elettorali personalistiche o alle avventure qualunquiste oppure adagiandosi su posizioni immobilistiche del “tirare a campare”.
Ora i nodi al pettine sono arrivati! Cosa fare?
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