Sabato mattina, seppur in un soleggiato e caldo maggio, che può indurre al benessere, la leggerezza è sempre un po’ lontana. So che sarà raggiunta, ma un po’ più in là: in potenza e in divenire.
Come qualcosa che accadrà ma un po’ più tardi, perché prima bisogna occuparsi delle incombenze da week-end. Fra la spesa e un qualche acquisto al centro commerciale. E mentre attendo davanti ad una vetrina la scelta di Ginevra di un paio di scarpe (e se la commessa ci desse una qualche attenzione tutto sarebbe più facile), più impaziente e frustrata di Jlo (o Jennifer Lopez) da Chanel, mi arriva il Whatsapp di conferma dalla mia amica: pomeriggio al cinema. Perché se il sabato mattina può avere ancora l’eco della settimana, il pomeriggio è un’altra storia. Il pomeriggio è e può essere leggero. E leggeri, eppure concitati, sono i preparativi per il pomeriggio delle ragazze, e con buona pace di “andiamo oltre ogni cliché”, quando le ragazze in preparazione sono due, il caos, fra rossetti gloss e matte (Perché per carità ognuno/a si trucchi come vuole, ma se hai passato, da un po’, la maggiore età. Forse meglio il matte…) è assicurato. Io e Ginevra ci prepariamo, cambiandoci più volte, che i jeans che avevo scelto mi vanno larghi (e non credevo avrei dovuto mai scriverlo/dirlo, ma la vita sa sorprenderti!) e Ginevra ha 12 anni, devo davvero aggiungere altro??? Il film è “Il Diavolo veste Prada 2”, e bisogna essere chic e glamour, ma anche radical e casual, Ginevra opta per gli eterni pantaloncini e maglietta nera, finto borghese, elegante assai, io per jeans neri e perle al collo (un po’ “sciura”, un po’ ragazzina), e le perle due volte le ho messe in vita mia: il mio matrimonio e l’incontro con Miranda. Ovviamente il sequel è sempre “mancante” e l’ottimo Stanley Tucci si era già superato ne “La 42? La nuova 56” e “Lo sai, vero, che la cellulite è uno degli ingredienti principali della zuppa di mais?”, Anne Hathaway sempre perfetta nel ruolo e bellissima (alla faccia “della ragazza grassa” dal maglioncino ceruleo) e poi c’è lei, The Queen, nostra signora dell’interpretazione, Meryl Streep, Miranda!
Più Miranda che mai! Sì, certo, molto meglio “Il Diavolo veste Prada”, che rivedo ad ogni suo passaggio televisivo (e si, mi autodenuncio: su canale 5, di solito, E si, anche io commetto peccato...), e non so se per questo sequel sarà così.
Si, certo, a tratti un po’ lento (Milano, però, dove è stato girato il film, parte bellissima e crudele; così classista, che qualche residuo di comunismo riemerge, così lontana, così vicina, eppure tua Ginevra, se vorrai) però ben al di là della regina Meryl, di Miranda, ciò che resterà di questa giornata sarà il suono della risata di Ginevra, che si fonde con il mio, mentre ridiamo delle stesse battute. Così come le foto a fianco alla locandina del film, da dive da red carpet, con un’ amica. Occultando ogni malinconia in una risata. Leggera, come commedia romantica richiede,
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