Alcuni appuntamenti potrebbero sembrare un’estorsione, tanta è la mia voglia di non rispettarli, e tanta e tale la necessità (l’obbligo!) che ho di adempiere ad essi. Diversi sono i rendez-vous che accompagnano la stagione estiva e, nonostante la seduzione francese, non tutti proprio galanti.
È necessario studiare, e quindi ho l’appuntamento con i libri e la biblioteca, e hai voglia di “sudate carte”! E c’è sempre qualche iter burocratico da compiere, e per me si palesa, quindi, l’incontro con l’esaurimento nervoso. Perché la burocrazia è sempre l’anticamera dell’inferno! E poi c’è una partenza da organizzare, che come Ulisse tornerò in patria, la mia Itaca mi attende! Partirò, partiremo, con mio fratello e Clelia, in macchina (fratello, come nell’estate dell'85 quando alla guida non c’eri tu, ma un più sgamato pilota, ascolteremo Califano? Che la memoria è importante!).
Però, se pur in la minore per diverse circostanze, i borsoni vanno preparati: inizierà il mio annuale appuntamento con la loro preparazione. La scelta è il dramma! Cosa o cosa non portare? E poi, siccome il diavolo sta nei dettagli, saranno le ultime cose a darmi il colpo di grazia!
E ancora: ultimare lezioni private, grammatica di italica fattura (piacerà all’attuale governo questa mia dicitura!) dalle primarie alle superiori! Nel mentre la vita, nel suo farsi quotidiano, si riempie di innumerevoli appuntamenti che accompagnano le ore: dal pranzo alla spesa, tutti e tre a casa, fra caldo, bronci, serie, le nostre risate, i nostri disappunti, le nostre scosse di assestamento... E ci saranno appuntamenti mancati, ricolmi di addii, nella mia collina e anche nella mia Crotone. Io e mio marito abbiamo risolto la controversia atavica fra Sibari/Crotone e, siccome il karma esiste, mio marito le sta pagando tutte le nefandezze compiute a Sibari nel 510 a. C. (Sibari distrutta e allagata da Crotone), perché la vendetta è un piatto che va servito freddissimo. Approderò a Terranova e non sentirò la voce di mio padre, e non stringerò le sue mani, e approderò a Crotone e Giulia non mi dirà “Bionda, passo a prenderti, andiamo al mare”. E in un caldissimo venerdì pomeriggio l’unica cosa che chiedo è una legittima moratoria per i miei pensieri. E poi non si può uscire da casa nel pomeriggio (Studio aperto non l’ha ancora detto?). Invio un WhatsApp: “Non ci sarò, fa caldo! Mi gira la testa! Se esco svengo!". Videochiamata? Ma io oggi non voglio pensare! Pago lo stesso? Dovevo avvertire prima? Tattica da erede di Freud? Estorsione? Proposta che non si può rifiutare? O forse, ancora una volta, il maestro Allen ha ragione: “Tempo fa ero in analisi, ho detto al mio analista di volermi suicidare, e i freudiani sono molto seri sull’argomento. Si è fatto pagare in anticipo”.
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