SAN MARCO ARGENTANO - «La Regione Calabria non può più sottrarsi. Sulla vicenda dell'ex ospedale di San Marco Argentano servono risposte chiare e definitive». È quanto dichiara Antonio Bianchino, segretario del Partito Democratico di San Marco Argentano, che interviene sulla vicenda dell’ex ospedale cittadino e sui fondi destinati alla sua riconversione in Casa della Salute.
«Le interrogazioni -aggiunge Bianchino- presentate dal Partito Democratico in Consiglio regionale hanno fatto emergere un fatto preciso: gli 8.149.648,89 euro destinati alla riconversione dell'ex ospedale in Casa della Salute sono stati disimpegnati perché, secondo la stessa Regione, l'ASP di Cosenza non ha completato nei tempi le procedure necessarie.
Eppure, mentre gli atti raccontano questa vicenda, il presidente Occhiuto e l'assessore Minenna continuano a rilasciare dichiarazioni che non chiariscono se quelle risorse siano state definitivamente perse, se siano state sostituite o con quali fondi si intenda realizzare gli interventi previsti.
Su una questione che riguarda il diritto alla salute di quasi 50 mila cittadini non possono esistere versioni diverse tra documenti ufficiali e dichiarazioni pubbliche.
Di conseguenza, è da sostenere l'iniziativa della Conferenza dei Sindaci della Valle dell'Esaro, che va nella direzione di chiedere chiarezza e risposte su una vicenda che riguarda l'intero territorio e che, proprio per questo, merita il sostegno di tutte le forze politiche e istituzionali.
Le aree interne non possono pagare ancora una volta il prezzo di ritardi, inefficienze e scelte incomprensibili.
Il Pd continuerà a sostenere ogni iniziativa utile sul territorio, ma continuerà soprattutto a pretendere trasparenza e responsabilità. Perché la salute non si difende con gli annunci, ma con atti amministrativi, finanziamenti certi e servizi reali.
I cittadini di San Marco Argentano e della Valle dell'Esaro non chiedono privilegi. Chiedono di sapere dove sono finiti gli 8 milioni destinati al loro ospedale e quale futuro abbia la sanità territoriale. Su questo -conclude il segretario del Partito Democratico- non ci accontenteremo di risposte vaghe».
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