Don Cosimo Galizia invita la comunità a riscoprire la tradizione

TARSIA - «In occasione della Festa della Santa Croce, la comunità è invitata a riscoprire il significato profondo della Croce e a riprendere una tradizione che appartiene alla nostra storia cristiana: la benedizione del Crocifisso». È quanto afferma il parroco di Tarsia, don Cosimo Galizia, in una nota diffusa per la ricorrenza odierna.

«La Croce non è soltanto un oggetto della devozione cristiana -ha aggiunto don Galizia-, ma è il segno più alto dell’amore di Dio per l’uomo. Nel Crocifisso contempliamo un amore che si dona senza misura, che attraversa la sofferenza e che apre alla speranza della Risurrezione. Riscoprire la Croce significa, dunque, riscoprire il cuore stesso della nostra fede e della nostra identità cristiana.
Per questo motivo -spiega il parroco-, durante la Santa Messa di oggi, 14 settembre, alle ore 19.00, presso la Chiesa Madre, sarà riproposta la tradizione della benedizione dei Crocifissi. Ciascuno è invitato a portare con sé il Crocifisso custodito nella propria casa, perché possa essere benedetto e riportato nel luogo in cui quotidianamente viene vissuta la propria vita.
Particolarmente significativo sarà anche il gesto della benedizione degli zaini scolastici, pensato come segno di vicinanza e di preghiera per i nostri ragazzi che si apprestano a iniziare un nuovo anno scolastico.
A tutti gli alunni, alle loro famiglie, ai docenti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico rivolgiamo il nostro più sincero augurio per un anno ricco di impegno, crescita, relazioni e soddisfazioni. L’auspicio -ha detto ancora don Cosimo- è che ogni nuovo cammino possa iniziare nel segno della Croce, affidando a Dio i nostri ragazzi, le loro aspirazioni, le loro fatiche e il loro futuro.
La Croce possa tornare ad avere un posto visibile e significativo in ogni aula scolastica, non come semplice elemento decorativo, ma come segno della nostra identità, della nostra storia e della nostra cultura cristiana; soprattutto, come richiamo all’amore, al rispetto, al perdono, alla solidarietà e alla speranza.
Guardare il Crocifisso significa ricordare che nessuno è solo, che ogni persona ha una dignità che merita di essere custodita e che l’amore autentico è capace di donarsi agli altri.
Che ogni aula possa avere la sua Croce. Che ogni alunno possa iniziare il proprio cammino sotto il suo sguardo. Che ogni insegnante possa accompagnare i ragazzi con passione e responsabilità.
E che la Croce continui a parlare, silenziosamente, dell’amore di Dio per ciascuno di noi.
Con questo spirito -conclude-, affidiamo al Signore il nuovo anno scolastico e tutti coloro che ne saranno protagonisti, augurando a studenti e personale scolastico un cammino sereno, fecondo e illuminato dalla fede.
La Santa Croce torni ad essere, nelle nostre case, nelle nostre scuole e nella nostra comunità, un segno vivo di amore, speranza e identità».

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