A Terranova da Sibari contestata la validità delle assemblee dell’ex presidente

TERRANOVA DA SIBARI - Non si placa la bagarre sulla questione del Circolo Anziani “Elio Armentano” di Terranova da Sibari. Dopo il nostro articolo di ieri, a prendere la parola sono i componenti dimissionari del direttivo che, attraverso una nota inviata alla nostra redazione, replicano alle dichiarazioni dell’ex presidente Galzarano. I sei componenti del direttivo hanno inteso fare chiarezza per ripercorrere con esattezza, a loro dire, i fatti, smentendo categoricamente ogni ricostruzione non veritiera.

«Nel momento stesso in cui le dimissioni sono state consegnate formalmente al sindaco -si legge nella nota-, sono state presentate anche al presidente Alfredo Galzarano, presente nella stanza del primo cittadino. In quell'occasione il presidente si è rifiutato di ritirarle; di conseguenza, le stesse sono state inviate tramite raccomandata l’8 aprile 2026 e regolarmente ritirate da Galzarano il successivo 9 aprile 2026. Smentiamo seccamente l'affermazione dell'ex presidente secondo cui avrebbe appreso delle dimissioni soltanto a fine settembre. Nell'assemblea da lui convocata il 26 settembre 2026, il direttivo gli ha riconsegnato a mano la stessa identica lettera già recapitatagli via raccomandata ad aprile. Pertanto, quell'assemblea non aveva già alcuna valenza giuridica né statutaria -sottolineano-, poiché il presidente, avendo perso la maggioranza del direttivo ad aprile, era già decaduto e non aveva alcun potere per poterla indire». Per i dimissionari, però, occorre evidenziare un aspetto che definiscono “grave e assurdo dell'abuso di gestione”. «Nella fantomatica assemblea del 26 settembre -aggiungono-, l'ex presidente ha preteso di presentare delle "dimissioni a condizioni", dettando regole personali in totale spregio a qualsiasi statuto e norma sull'associazionismo. Galzarano pretendeva infatti che le proprie dimissioni decorressero soltanto da gennaio, riservandosi la gestione esclusiva del tesseramento fino al 31 dicembre. Proprio la poca trasparenza nella gestione degli iscritti -continuano- è stata tra i motivi principali che hanno spinto il direttivo a dimettersi. A oggi, non esiste un elenco aggiornato e non è dato sapere quante tessere abbia effettivamente l'associazione. Ribadiamo che non era dovuto alcun passaggio in assemblea per convalidare le dimissioni, da statuto, a dimettersi non è stato l'intero direttivo ma la sua maggioranza. Tutte le fasi e i passaggi successivi sono stati peraltro pienamente condivisi con l’Ancescao, rete associativa a cui il centro anziani "Armentano" è stato affiliato». Inoltre, in merito al rapporto con la politica e le istituzioni, i componenti dimissionari del direttivo aggiungono: «Ricordiamo un principio fondamentale sancito dalle regole dello Stato e dalla Costituzione Italiana: la comunità locale sceglie democraticamente attraverso il voto i propri amministratori, ai quali spetta il compito di definire le modalità e gli spazi di partecipazione dei cittadini. Di contro, le associazioni sono entità private che hanno l'obbligo di rapportarsi agli Enti locali con il dovuto rispetto e nei confini delle norme vigenti. Per questo non entriamo nel merito del dibattito politico: parliamo di un’associazione privata e la politica deve rimanere fuori dalle dinamiche associative. L'amministrazione comunale è stata coinvolta esclusivamente perché, da statuto, il sindaco o un suo delegato figura come socio onorario a garanzia degli equilibri interni. Sottolineiamo, inoltre, che l'amministrazione ha tentato in tutti i modi di favorire il rientro della crisi. Le assemblee indette dall’ex presidente continuano pertanto a non avere alcuna validità, compresa quella fissata per domani. L'associazione è rimasta ostaggio di un ex presidente che si ostina a non lasciarla libera di procedere in modo democratico alla rielezione della governance; di certo la struttura non può essere condotta da una persona sfiduciata dalla maggioranza del proprio direttivo. Allo stesso modo, i motivi che hanno portato alla redazione del nuovo regolamento comunale nulla hanno a che fare con le vicende interne all'associazione. Nel paese non ci saranno due centri anziani né divisioni: si tratterà semplicemente di un cambio di gestione. Con il nuovo regolamento il centro manterrà la propria autonomia, in quanto verranno eletti regolarmente sia il presidente che il direttivo, unica differenza è che la struttura sarà supportata dagli uffici comunali almeno nella fase iniziale. Non c'è nulla di illecito in ciò che sta mettendo in campo l'amministrazione. Rimandiamo pertanto al mittente tutte le dichiarazioni non veritiere rilasciate in questi giorni -concludono-, riaffermando la correttezza del nostro operato a tutela di tutti gli iscritti».

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