Il presidente Galzarano, il sindaco Rumanò, la minoranza consiliare e Fratelli d’Italia si scambiano accuse

TERRANOVA DA SIBARI - Da qualche settimana il Circolo anziani “Elio Armentano”, per anni il principale punto di ritrovo della terza età in paese, è al centro di una polemica che si è allargata ben oltre le sue mura.

Nella bagarre, infatti, oggi si ritrovano la vecchia gestione del circolo, guidata dal presidente uscente Alfredo Galzarano, l’amministrazione comunale del sindaco Francesco Rumanò, la minoranza consiliare che ha portato la questione in aula e, da ultimo, il locale circolo di Fratelli d’Italia, intervenuto con un video diffuso sui social. Sullo sfondo, per quanto abbiamo appreso, ci sarebbe un centro di aggregazione comunale previsto da un nuovo regolamento, che potrebbe finire per affiancare quello storico. 
Stando alle voci diffuse in paese, la crisi sarebbe cominciata con le dimissioni dei sei componenti del direttivo che, in un primo momento, si erano presentati in municipio per consegnarle al sindaco. Rumanò racconta di averli rimandati all’assemblea dei soci, l’unica sede in cui quelle dimissioni potevano produrre effetti. Da qui in poi, però, le versioni prendono strade diverse. Secondo Galzarano la lettera dei dimissionari è arrivata in assemblea soltanto a fine settembre e lui si sarebbe mosso subito per convocare i soci. Il sindaco, dal canto suo, sostiene invece che il presidente abbia preso tempo con “l’intenzione di nominare personalmente” i nuovi consiglieri. 
«Voleva nominare lui il nuovo direttivo e me lo ha detto in maniera chiara», afferma Rumanò. Galzarano, di contro, respinge l’accusa e porta come prova proprio la convocazione di venerdì 6 novembre, quando il sodalizio si ritroverà nel pomeriggio in una piazzetta del paese per stabilire quando eleggere il nuovo direttivo, “visto che i locali di sempre non sono più a disposizione dell’associazione”. 
«È una bugia -ribatte Galzarano-, io ho convocato l’assemblea proprio per fare le nuove elezioni». Ma c'è di più. Infatti, lo stesso presidente uscente si considera già dimesso perché, altrimenti, spiega, non potrebbe “nemmeno organizzare il voto”, mentre per il sindaco si tratta di dimissioni a scadenza, che decorrerebbero soltanto da gennaio e lascerebbero al presidente il tempo di completare il tesseramento.
È proprio sul tesseramento che i conti smettono di tornare. Quando Galzarano ha preso la guida del circolo gli iscritti erano circa 500, un dato che entrambe le parti riconoscono. Oggi però i conti sarebbero a meno di cento con l'osservazione di Rumanò che aggiunge: «L’elenco degli iscritti, che secondo lo statuto si impone di consegnare all’amministrazione, in Comune non è mai arrivato». 
Per conto suo, invece, Galzarano difende la propria gestione e assicura di non aver fatto nulla senza il via libera del direttivo, di averne le firme e di aver fatto approvare il bilancio prima dagli stessi consiglieri che oggi si sono dimessi e poi dall’assemblea. «A livello di contabilità -dice- è tutto perfetto». Le iscrizioni, ricorda, restano aperte fino al 31 dicembre e chiunque in paese può tesserarsi e candidarsi, mentre il voto, a suo giudizio, dovrebbe cadere tra il 20 e la fine di novembre. 
Sulla propria ricandidatura, Galzarano dice di non aver ancora preso una decisione.
La riunione di venerdì è diventata a sua volta terreno di scontro. Galzarano accusa il sindaco di volerla ostacolare e collega a questo la chiusura pomeridiana della sede. «Il centro la mattina è aperto, il pomeriggio no. Il sindaco sa che venerdì pomeriggio devo fare la riunione e sta tentando di tutto per non farla fare». Rumanò, da parte sua, ha dato indicazione agli uffici di concedere la piazzetta se ci sono i presupposti e ripete che il Comune non ha alcuna intenzione di entrare in una controversia interna all’associazione, ma vuole soltanto riavere i propri locali. «Se vogliono andare in causa tra loro -dice Rumanò-, ci vadano. Però liberino i locali».
La vicenda, intanto, nei giorni scorsi è approdata anche in consiglio comunale, dove la minoranza ha dato voce ai timori, circolati da tempo in paese, secondo cui l’amministrazione abbia intenzione di cancellare l’intitolazione del circolo a Elio Armentano. Il sindaco ha respinto fermamente queste illazioni in aula e le respinge ancora oggi. «Non è assolutamente vero -dice-». 
A rilanciare la polemica, nel frattempo, è arrivato il circolo locale di Fratelli d’Italia, che nel suo video accusa l’amministrazione di aver pensato a un nuovo centro anziani per risolvere le liti interne a quello esistente. Nello stesso video si chiede che fine farà un’associazione rimasta senza sede e domanda se sia accettabile che un anziano debba andare in Comune per aderire alla nuova struttura. «Così facendo -dicono da FdI- avete offeso la memoria storica del centro anziani Elio Armentano». Il partito politico chiude comunque con una proposta, quella di sedersi a un tavolo tutti insieme per cercare di venir fuori da questo impasse.
Di certo, sul piano degli atti, qualcosa si è mosso. Il regolamento illustrato in consiglio dall’assessora Veronica Rigiracciolo disciplina un centro di aggregazione comunale che finora era gestito da un’associazione esterna e che d’ora in poi sarà supportato direttamente dall’ente. Galzarano non nasconde lo scetticismo e lancia la sfida ai dimissionari. «Non c’è bisogno di fare il secondo centro anziani. Se hanno la forza, vengano e si prendano il centro anziani. La democrazia è questo».
In mezzo a questo scambio di accuse restano gli anziani, che sono poi l’unica ragione per cui il circolo esiste. Erano circa cinquecento e oggi nessuno è in grado di dire con certezza quanti siano. Venerdì discuteranno del futuro della loro associazione all’aperto, in una piazzetta, a novembre, mentre la sede in cui per anni hanno trascorso i pomeriggi resta chiusa. In un paese di circa 5mila abitanti, che conta già due pro loco, il rischio è che alla fine anche i centri anziani diventino due, con la stessa platea divisa a metà e una comunità che, invece di ritrovarsi, cerca collocazione in uno o nell'altro schieramento.

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