TARSIA - Continuano a registrarsi ingenti danni per via del maltempo lungo le varie aree della regione. Il fiume Crati, nel territorio di Tarsia, ha rotto gli argini in più punti dopo le intense precipitazioni delle ultime ore. L’acqua ha invaso le aree circostanti, portando fango e disagi e mettendo in difficoltà i cittadini.
Intorno all’ora di pranzo, alla diga di Tarsia sono state effettuate le manovre per ridurre la portata dell’invaso, contenendo circa 8 milioni di metri cubi d’acqua e limitando la piena verso valle. Vaste aree agricole sono state sommerse, campi allagati, aziende e abitazioni messe in difficoltà. La situazione più grave si è registrata a Ferramonti, dove l’acqua ha raggiunto parchi fotovoltaici e stalle. In queste ore si sta consumando una vera e propria corsa contro il tempo per limitare i danni di un'esondazione che sembra non dare tregua. Cittadini e operai lavorano fianco a fianco in un clima di estrema concitazione, scavando nel fango e tentando di deviare il corso del fiume per arginare l'avanzata della piena. L'obiettivo prioritario è trarre in salvo gli animali intrappolati nelle rimesse, terrorizzati dall’incessante innalzarsi del livello idrico. Il quadro idrogeologico appare, quindi, di estrema fragilità e l'intero territorio resta in uno stato di profonda apprensione. Sul posto è incessante il lavoro dei Carabinieri e degli operai della Protezione Civile, supportati attivamente da numerosi cittadini che si sono uniti alle operazioni per prestare aiuto in queste ore critiche. La sinergia tra forze dell'ordine e volontari resta l'unico baluardo contro l'avanzare dei danni causati dalle precipitazioni.
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