LUNGRO - È una denuncia che scuote la comunità di Lungro quella lanciata nelle scorse ore da padre Arcangelo Capparelli, parroco della Cattedrale di San Nicola di Mira. Il sacerdote, in una nota pubblicata sulla propria pagina Facebook, ha reso noto che, nella mattinata di oggi, al termine della processione della Madonna del Carmine e della celebrazione della Divina Liturgia, ignoti avrebbero trafugato parte degli ori che adornavano la sacra effigie della Madonna, esposta alla venerazione dei fedeli.
Nel suo messaggio, il sacerdote ha poi riferito le circostanze legate all'accaduto: «Grazie alla prontezza di un fedele che, accortosi immediatamente, mi ha chiamato, e grazie al pronto intervento dei carabinieri della Stazione di Lungro, nella persona del comandante Coppola, si sta ancora cercando di recuperare la refurtiva».
Per padre Capparelli, non si tratta soltanto di un furto, ma di una ferita inferta all'intera comunità: «Un atto grave -ha aggiunto- che non solo colpisce la sacra effige della Madonna alla quale ognuno è visceralmente attaccato, ma colpisce il cuore della fede di ogni lungrese».
Nella parte conclusiva del messaggio, il parroco si sofferma sul significato dell'accaduto e rivolge un pensiero alla Madonna del Carmine. «Invito tutti a meditare -ha concluso- non solo su ciò che è accaduto, ma anche a dare uno sguardo su tutto ciò che sta succedendo negli ultimi tempi nella nostra società. Prego in ginocchio la Madonna del Carmine di perdonare le nostre azioni e di donarci un cuore nuovo, rinnovato, secondo il Vangelo. Dio perdonaci. Dio abbi pietà di noi. Dio accogli la nostra supplica».
L'episodio riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza dei luoghi di culto e del rispetto dei simboli religiosi. Le indagini dei carabinieri proseguono nel tentativo di individuare il responsabile e recuperare gli oggetti trafugati.
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