L'associazione Matrangolo promuove inclusione, cittadinanza attiva e buone pratiche sull’accoglienza

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ACQUAFORMOSA - Nella giornata odierna ha preso avvio il progetto ERASMUS - KA121-ADU, finanziato dall’Unione Europea alla Associazione “Don Vincenzo Matrangolo “ di Acquaformosa.

Bnl

La prima giornata è stata dedicata alla scoperta del territorio, alla conoscenza delle attività dell’associazione ospitante e all’avvio di un lavoro collettivo di condivisione, elemento fondamentale per favorire l’integrazione e lo sviluppo del percorso Erasmus.
L’esperienza, della durata di cinque giorni, si inserisce nel progetto “Radici in Movimento” - Erasmus+ KA121 EDA e affronterà temi di grande rilevanza quali la cittadinanza attiva, l’inclusione, i diritti della persona e il concetto di “restanza”, stimolando riflessioni su ciò che resta e ciò che parte nei percorsi di crescita individuale e comunitaria.
Il progetto prevede tre trasferte che coinvolgeranno operatori e ospiti dei progetti SAI gestiti dall’Associazione “Don Vincenzo Matrangolo”, in Francia, nelle città di Mulhouse e Strasburgo. La prima è partita oggi, mentre le successive si svolgeranno nei mesi di maggio e giugno, per un totale di 30 partecipanti impegnati in scambi di esperienze con l’associazione francese “Shael Vert”, con cui esiste da anni una proficua collaborazione basata su un costante scambio di buone pratiche in materia di politiche migratorie e sullo studio delle normative europee relative al diritto d’asilo.
Durante la trasferta, gli operatori –guidati dalla Dott.ssa Francesca Manoccio, Direttrice e Coordinatrice del progetto– condivideranno esperienze e modelli organizzativi, illustrando la vita e le attività delle rispettive associazioni attraverso azioni che spaziano dall’educazione ambientale alla responsabilità sociale, fino all’economia di scambio.
Il programma prevede inoltre la visita a luoghi simbolo dell’Alsazia, tra cui la sede del Parlamento Europeo a Strasburgo e il campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, in un’ottica di confronto con la realtà del campo di internamento di Ferramonti di Tarsia.

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