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A Terranova da Sibari un confronto sul futuro del settore

TERRANOVA DA SIBARI - «La produzione olivicola calabrese costituisce una risorsa strategica per lo sviluppo del territorio, coniugando tradizione, qualità e innovazione. Valorizzare il lavoro dei piccoli produttori significa rafforzare l’agroeconomia, sostenere la vitalità dei borghi rurali e promuovere un modello di crescita fondato sulla sostenibilità, sulla tutela del paesaggio e sul turismo enogastronomico, contribuendo a generare valore, occupazione e nuove opportunità per le comunità locali».

Con questa premessa si è aperta a Terranova da Sibari, negli scorsi giorni, “AgriOlio 2026”, iniziativa inserita all’interno dell’ottava edizione di “AgriTerranova” in programma ad ottobre. Accanto a momenti dedicati a show cooking e degustazioni, tra i principali partecipanti che hanno portato i loro contributi tematici: il Presidio della Condotta Slow Food, Arsac, Associazione Elite e, in chiusura dei lavori, la Presidente della Commissione agricoltura della Regione Calabria, Elisabetta Santoianni.
Emersa principalmente l’opportunità di un approccio integrato e collaborativo tra le Istituzioni, i diversi soggetti economici e associativi sul territorio per pianificare soluzioni e intercettare risorse agevolate soprattutto per i piccoli produttori. Nel frattempo, sempre più concreta la possibilità di formare un presidio Slow Food sull'Ondina e la Roggianella.
«In termini di quadro generale -si legge nella nota degli organizzatori-, rispetto all’ottimo stato di salute dell’agricoltura calabrese, che ha contribuito per oltre 1 miliardo di euro all’export nel 2025, posizionandosi al secondo posto in Italia per diffusione di produzioni biologiche; il settore locale sconta ancora aziende di piccola dimensione, imprenditori con età media elevata, difficoltà nel ricambio generazionale o manodopera qualificata, e una crescente necessità di investimenti.
In questa cornice, si è evidenziata l’ulteriore disponibilità ad un’ampia collaborazione per l’accesso ai bandi regionali per lo sviluppo, strumenti di finanza complementare, fondi di garanzia. Una molteplicità di soluzioni a vantaggio dei produttori che vanno accompagnati anche con attività continua di formazione e informazione».

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