SAN LORENZO DEL VALLO - È arrivata la controrisposta della lista numero 2 «San Lorenzo Libera» con il comizio tenutosi in piazza Giovanni Paolo II venerdì 15 maggio, dove la squadra del sindaco uscente Vincenzo Rimoli ha replicato punto su punto alle accuse della squadra avversaria.
Ad aprire la serata è stato Giovanni Gallicchio, che ha ringraziato i presenti sottolineando come la massiccia affluenza dimostri che «la popolazione sa distinguere tra chi è vicino ai cittadini solo in campagna elettorale e chi c'è 365 giorni all'anno».
Il primo candidato a entrare nel vivo del programma è stato Domenico De Marco, il quale ha motivato la sua discesa in campo a sostegno di Rimoli evidenziando le «cose concrete fatte in undici anni di mandato», ereditando un paese «lasciato all'incuria e all'abbandono dalla precedente amministrazione». De Marco ha lanciato tre proposte: uno sportello di orientamento per l'imprenditoria giovanile e l'accesso ai bandi, una riduzione di un terzo della Tari per le attività commerciali gestite da under 35 e la rateizzazione trimestrale del canone idrico per alleggerire l'impatto economico sulle famiglie. Una misura, quest'ultima, resa possibile «dalla nuova rete idrica e fognaria che permette la lettura autonoma dei contatori». Lo stesso candidato ha poi attaccato Marranghello sulla «discrepanza delle cifre fornite sul debito dell'ente, indicato in un milione e mezzo il 30 aprile e salito a due milioni nel comizio del 2 maggio a Fedula», definendolo sintomo di «poca chiarezza», e criticando l'ex sindaco per «aver lasciato i suoi candidati nel ruolo di mere comparse nell'ultimo incontro».
Sul tema caldissimo delle perdite della rete idrica è intervenuto il vicesindaco Nicola Piragine, definendo i guasti visibili sui social come «la cartina di tornasole dell'ottimo lavoro in corso». Piragine ha chiarito che le rotture interessano esclusivamente le «condotte relitte della vecchia rete obsoleta», la quale sta andando in pensione a beneficio della nuova infrastruttura, già perfettamente funzionante. Sul fronte dell'innovazione, Simona Verta ha illustrato la «rivoluzione digitale» dell'ente finanziata con i fondi del PNRR, elencando il passaggio dei dati su server moderni e sicuri, il nuovo sito web comunale, l'integrazione di Spid e PagoPA per l'abbattimento dei costi di notifica, oltre a difendere la scelta dell'abbonamento mensile per il trasporto scolastico come formula più economica per le famiglie. Spazio poi ai temi del sociale e del territorio con Antonio Bosco, che ha rivendicato il suo impegno costante al di fuori delle scadenze elettorali, proponendo il rilancio dello sport per unire San Lorenzo e Fedula attraverso scuole calcio, tennis e attività motorie per gli anziani. Sulla stessa linea Martina Mosca, che ha motivato la sua candidatura con la volontà di assumersi responsabilità per il futuro dei giovani, proponendo l'istituzione di borse di studi comunali e l'attivazione di un servizio di doposcuola per andare incontro ai nuclei familiari.
La parte finale del comizio ha visto l'affondo sul bilancio da parte di Pasquale Motta, il quale ha rimarcato come il dissesto sia stato «subito e non causato dall'amministrazione Rimoli», annunciando inoltre l'imminente riapertura del consultorio sanitario e l'inserimento del ristrutturato castello nella lista ufficiale dei castelli italiani.
Le conclusioni sono state affidate al sindaco Vincenzo Rimoli, che ha bollato gli interventi della lista numero 1 come «comizi privi di verità». Il primo cittadino ha gelato l'ipotesi di un confronto pubblico con Marranghello, definendolo un «amministratore riciclato rimasto assente dal paese per undici anni», rilanciando: «Il confronto si farà solo dopo che Marranghello avrà risposto alle domande della popolazione sul passato». Carte alla mano, Rimoli ha esibito una delibera della Corte dei Conti del 2012 riferita alla gestione del rivale, che certificava «gravi comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, il superamento di cinque parametri deficitari e il rischio di danno erariale». Il sindaco ha evidenziato la contraddizione tra gli inviti dell'organo contabile a tagliare le spese e i «200.000 euro spesi nel 2014 per i cantanti delle feste patronali», ricordando che nel 2015 la sua giunta ha trovato «oltre 3 milioni di debiti fuori bilancio (di cui 450 mila legati alla Multiservice), ereditati nonostante il milione di euro incassato in passato con gli autovelox». Rimoli ha rivendicato di aver sanato tali pendenze senza vendere il patrimonio pubblico o usare i proventi delle contravvenzioni, e ha replicato alla polemica sulle parcelle legali quantificando in «oltre 300.000 euro le spese per avvocati sostenute dal gruppo Marranghello in dieci anni». In chiusura, il sindaco ha ironizzato sul soprannome di «pacificatore» assegnatogli dall'avversario: «Lo ringrazio, ma a questo punto lui è l'illusionista».
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