SAN LORENZO DEL VALLO - Nella frazione di Fedula Centro va in scena il penultimo atto di una campagna elettorale senza esclusione di colpi. Nel comizio del 21 maggio, la lista numero uno «Dalle radici al futuro per il cambiamento», guidata dal candidato sindaco Luciano Francesco Marranghello, ha tracciato il proprio bilancio finale di fronte alla cittadinanza, lanciando l'ultimo definitivo affondo contro gli undici anni di gestione della giunta Rimoli, tra denunce di «ritardi sui fondi europei, violazioni di legge e criticità nei servizi essenziali».
Ad aprire l'incontro è stata Immacolata Braconaro, che ha posto l'accento sulla necessità di restituire speranza alla comunità attraverso una presenza costante sul territorio: «La forza della nostra lista è fatta di impegno, sacrificio e amore verso questa terra. Stasera siamo qui a Fedula perché ogni strada, ogni famiglia e ogni voce ha lo stesso identico valore; nessuno deve più sentirsi invisibile per le istituzioni o abbandonato dalla politica». Subito dopo, Elena Magnavita ha sollevato pesanti perplessità sulla gestione degli 825 mila euro di fondi PNRR destinati al campo sportivo di Fedula, definendolo «un cantiere a cielo aperto a causa di un ritardo ingiustificato nella progettazione». Magnavita ha denunciato «modifiche progettuali in corso d'opera, costi di aggiudicazione superiori a quelli previsti e il blocco dei lavori nonostante il versamento di un anticipo». Sul fronte scolastico, la candidata ha contestato l'imposizione di un abbonamento fisso per il trasporto degli studenti, riferendo le proteste di alcune famiglie a cui la giunta avrebbe replicato duramente: «Se non vi potete permettere di mandare i figli a scuola, teneteli a casa». Magnavita ha ribadito ancora una volta la promessa, in caso di vittoria delle elezioni, di rendere gratuiti entrambi i servizi, mensa e scuolabus. Successivamente, la stessa candidata ha risposto alle accuse sulla par condicio per l'inaugurazione del campo nel 2010 sotto la gestione Marranghello, precisando che in quel caso ci fu un'eccezione formale richiesta e autorizzata dalla Prefettura: «Dall'altra parte dimostrano di non conoscere le leggi; avrebbero potuto fare la stessa richiesta per la premiazione dell'ANIOC. Il potere è nelle vostre mani attraverso il voto, scegliete con coraggio e in libertà per il cambiamento». L'asprezza del confronto è stata ribadita da Francesco Bellusci, che ha ironizzato sui recenti lavori stradali seguiti dal consigliere di maggioranza Filice: «Per dare il contentino al popolo in vista del voto hanno usato il macinato di bitume, un materiale di bassa qualità che non si potrebbe nemmeno utilizzare». Bellusci ha poi segnalato la presenza di candidati avversari impegnati nella questua per la festa patronale di San Francesco proprio nei giorni della campagna elettorale, sottolineando come la lista numero uno abbia comunque deciso di «lasciar correre» per non alimentare tensioni, concludendo con un appello al voto segreto e libero: «votate pensando al futuro dei vostri figli». Un passaggio cruciale sul piano politico e legale è stato affrontato da Iolanda Sannuti. L'ex consigliera ha risposto alle accuse della maggioranza – che rimproverava all'opposizione la mancanza di un programma – chiarendo che «ogni proposta credibile deve necessariamente partire dall'analisi delle criticità esistenti». Sannuti ha poi denunciato un «deficit di democrazia» interna al Comune, citando come prova la revoca della propria delega da parte del sindaco Rimoli nel 2021: «Non ho mai inseguito interessi personali all'interno dell'ente, tanto che svolgevo il mio ruolo di consigliera senza percepire alcun compenso, a differenza di diversi componenti dello schieramento opposto». La candidata ha definito l'attuale amministrazione come «un clan o una cricca in cui ha diritto di cittadinanza solo chi accetta passivamente una volontà predeterminata e dove il pensiero critico non è tollerato». Sannuti ha infine sollevato un caso di presunta incompatibilità risalente al 2020: «In palese violazione dell'articolo 64 del Testo Unico degli Enti Locali, il sindaco ha conferito un assessorato alla nuora, nonostante la legge sancisca chiaramente che i parenti entro il terzo grado non possono far parte della stessa giunta».
Il comizio è stato concluso dal candidato sindaco Luciano Francesco Marranghello, che ha tracciato un quadro della condizione in cui versa il paese nonostante l'afflusso di risorse straordinarie: «Questa è l'unica amministrazione nella storia di San Lorenzo ad aver intercettato ben 20 milioni di euro dal PNRR. Eppure, se ci guardiamo intorno, vediamo solo strade dissestate e nessun cantiere completato. Molti di questi lavori non sono semplicemente sospesi, ma non verranno mai portati a termine perché i fondi sono già esauriti». L'avvocato ha rivendicato i risultati del suo precedente mandato conclusosi nel 2015, ricordando di aver lasciato alla comunità il campo di calcio di Fedula e il calcetto a San Lorenzo, e ha contestato la tesi del bilancio virtuoso esibita da Rimoli: «I documenti parlano chiaro, l'ente ha accumulato una massa debitoria che supera i due milioni di euro». Marranghello ha poi stigmatizzato l'atteggiamento del sindaco uscente, accusandolo di essere «scappato per l'intera campagna elettorale dal confronto pubblico per l'incapacità di fornire risposte trasparenti sui fallimenti programmatici della sua giunta». Il leader della lista numero uno ha quindi elencato una serie di opere «annunciate e mai realizzate»: la piscina olimpionica, il recupero dell'area Pipana, la zona picnic a Canalicchio e la promessa di «trasformare Fedula nella Florida di San Lorenzo». Progetti a cui si aggiungono i «cantieri incompiuti della guardia medica, della mensa di Fedula e il blocco delle reti idriche e fognarie. È stata un'amministrazione che ha vessato i cittadini -ha aggiunto l'ex primo cittadino-, disponendo pignoramenti di conti correnti e fermi amministrativi persino sulle auto di famiglie che avevano bisogno del mezzo per recarsi al lavoro».
In chiusura, il candidato sindaco ha ribadito l'assenza di scopi personali all'interno della sua coalizione: «Siamo qui unicamente per il bene di questo paese. È per questa tragica realtà, di cui mi sono reso conto da vicino lo scorso anno, che ci metto la faccia e chiedo ai cittadini di votare per una svolta radicale».
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