Tagli di Poste Italiane e rilancio del confronto pubblico nel mirino

SAN LORENZO DEL VALLO - Prosegue senza sosta il duello a distanza nei comizi in contemporanea che stanno infiammando la campagna elettorale. Sul palco di piazza Giovanni Paolo II, la lista numero uno «Dalle radici al futuro per il cambiamento» ha replicato duramente alle affermazioni dello schieramento avversario, sferrando un attacco frontale sulla gestione dei fondi pubblici, sui ritardi delle opere e sulla trasparenza amministrativa.

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Ad aprire la serata è stata Immacolata Braconaro, che ha delineato la linea politica della coalizione: «Il dialogo corretto con la cittadinanza rappresenta il fondamento più autentico di ogni progetto politico credibile, perché amministrare significa costruire il domani. San Lorenzo merita di più».
Subito dopo Giacomo Curti si dissocia dalle accuse ricevute dalla lista avversaria, taccia l'amministrazione attuale di «perbenismo e ipocrisia e negazione del dialogo» e criticato l’operato dell’amministrazione uscente, definendo una delibera del 2023 «del terrore» per l’incarico legale contro chi «danneggia l’immagine dell’ente».
Sul fronte delle opere pubbliche ha contestato i ritardi sul campo di calcio di Fedula: «In una riunione ufficiale veniva indicata la consegna a ottobre 2025, oggi è ancora un cantiere aperto». Ha inoltre denunciato la mancanza di nuovi impianti nonostante i finanziamenti ricevuti e proposto interventi su politiche giovanili, rifiuti, fiscalità e randagismo.
L’indignazione per i toni del confronto è stata al centro dell’intervento di Anastasia Bianco, che ha definito il comizio avversario «una serata di cabaret mal riuscita». Rivolgendosi alla maggioranza uscente ha dichiarato: «La lista avversaria parla di progetti e di sogni, ma dopo undici anni e quasi 20 milioni di euro il vostro tempo è finito. Siamo pronti a trainare il carrozzone, perché è trasparente e pieno di verità». Bianco ha poi accusato l’amministrazione di aver concluso il mandato lasciando cantieri e criticità e ha illustrato un programma basato su riorganizzazione degli uffici comunali, nuovi concorsi, digitalizzazione dei servizi e creazione di uno spazio di co-working.
Il capitolo sportivo è stato sollevato da Giuseppe Bosco, il quale ha esordito evidenziando l'assenza di un confronto pubblico: «Mentre noi siamo qui a porre quesiti politici seri, dall’altra parte si scappa». Bosco ha accusato la giunta Rimoli di aver «polverizzato il diritto allo sport per undici lunghi anni», ironizzando sul fatto che lo stesso vicesindaco sia costretto a praticare il tennis nei comuni limitrofi per la totale mancanza di strutture idonee a San Lorenzo. «Il campo di calcio a cinque locale, un tempo fiore all'occhiello del paese, oggi è un cimitero abbandonato, un vero monumento al loro fallimento», ha attaccato il candidato, spostando poi l’attenzione sul campo di Fedula da 825 mila euro di fondi PNRR. Bosco ha denunciato un ritardo ingiustificato dovuto a un progetto rimasto chiuso nei cassetti per sedici mesi con il rischio di perdere i fondi europei, evidenziando inoltre la lievitazione dei costi di aggiudicazione, un cantiere nel caos e lavori bloccati nonostante un primo pagamento da 160 mila euro. Per uscire dal dilettantismo nella gestione pubblica, Bosco ha proposto il ripristino immediato del calcio a cinque, il monitoraggio stringente per la consegna del campo di Fedula, la nascita di campi da tennis e padel, e tutele per l’accesso allo sport di bambini meno abbienti e anziani. 
Il comizio è stato concluso dal candidato sindaco Luciano Francesco Marranghello, che ha aperto il suo intervento denunciando la imminente chiusura dell'ufficio postale cittadino nell'ambito delle ristrutturazioni aziendali di Poste Italiane: «Mentre nei paesi vicini i sindaci si sono opposti, il nostro primo cittadino ha accettato passivamente la chiusura. Dal 28 maggio i cittadini di San Lorenzo saranno costretti a recarsi agli sportelli di Spezzano». Dopo aver difeso la totale autonomia di pensiero dei componenti della sua lista, Marranghello è tornato sull'interruzione dell’ultimo comizio di Rimoli a seguito delle contestazioni di un cittadino, sostenendo che il sindaco abbia usato l'episodio come pretesto per scendere dal palco avendo esaurito gli argomenti. L'avvocato ha quindi reiterato l'invito a un confronto pubblico all'aperto: «Rimoli si è abituato a raccontare menzogne politiche in dieci anni e ormai le sa raccontare bene, ma davanti ai cittadini è scappato come un coniglio». Durissimo l'affondo sull'assessore Motta, richiamando le dinamiche delle scorse elezioni: «Sei in Comune solo perché eri il candidato sindaco di una lista civetta, una vera truffa politica ai danni dei cittadini. Una delle candidate della tua lista era la sorella del sindaco e prese zero voti; oggi fai l’assessore per il sindaco contro cui ti eri candidato, a dimostrazione del raggiro perpetrato». Marranghello ha poi affrontato i nodi del bilancio interno, esibendo una delibera del febbraio 2026 che attesterebbe l'impennata della massa debitoria dell'ente, passata da 376 mila euro nel dicembre 2024 a un milione e 402 mila euro nel dicembre 2025. «Questa delibera è stata votata dallo stesso sindaco "Pinocchio" che continua a definire virtuoso il Comune. Con queste cifre ci sono tutti i presupposti per dover dichiarare nuovamente il dissesto finanziario». Replicando alle giustificazioni di Rimoli – secondo cui 800 mila euro di quei debiti deriverebbero dal precedente dissesto e le entrate attive supererebbero comunque le passività – l’ex primo cittadino ha parlato di «inesattezze grossolane che rappresentano l'abc dell'economia», ricordando come anche il precedente dissesto «fu prima sospeso e poi annullato proprio perché l’ente presentava entrate superiori alla massa debitoria dichiarata». Infine, Marranghello ha sollevato forti perplessità sulla gestione dei servizi di supporto finanziario: «Resta un mistero della vita il motivo per cui il Comune pagasse alla Sogert una percentuale del 3,12% e, contemporaneamente, liquidasse cifre considerevoli a un’altra società per lo stesso identico servizio». Dopo aver accennato ad alcune esenzioni concesse discrezionalmente dall'amministrazione ad alcuni residenti, il candidato sindaco della lista numero uno ha concluso rinnovando la disponibilità al dibattito a qualsiasi ora: «Sono qui e ci metto la faccia non perché mi presento ogni dieci anni, ma perché lo scorso anno mi sono reso conto della condizione tragica e reale in cui versa questo Comune».

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