SAN LORENZO DEL VALLO - Non si placano i toni accesi della campagna elettorale sanlorenzana. Nel corso dell'ultimo incontro pubblico della lista «Dalle radici al futuro per il cambiamento», guidata da Luciano Francesco Marranghello ha replicato alle affermazioni pronunciate nei giorni scorsi dalla compagine del sindaco uscente Vincenzo Rimoli, concentrando l'attenzione sulle «carenze dei servizi sanitari e sulla reale entità delle pendenze finanziarie dell'ente».
Il primo a prendere la parola sul palco è stato il dottor Sergio Iantorno, il quale ha aperto il suo intervento respingendo con fermezza l'accusa, mossa da Rimoli, di essersi rifiutato in passato di svolgere ore di ambulatorio nella frazione di Fedula. A questo proposito, Iantorno ha invitato il primo cittadino a «documentarsi prima di parlare a vanvera», per poi passare a criticare il programma sanitario avversario, definendolo composto da «sciocchezze irrealizzabili in un paese come San Lorenzo». Secondo il medico, l’amministrazione in carica non avrebbe mantenuto nessuna delle promesse fatte nel corso degli ultimi anni di mandato, arrivando anzi alla «rimozione di prestazioni essenziali come l’ecografia addominale e il servizio di prelievo settimanale per le analisi di laboratorio», criticando la maggioranza prima di illustrare le proposte della propria lista per il settore. Subito dopo è stata la volta di Tonino Mosca, il quale ha rimarcato che, sebbene il funzionamento del consultorio non dipenda direttamente dal Comune, la giunta «avrebbe dovuto battersi fino alla fine per salvare un bene comune» per la cittadinanza. Mosca ha inoltre annunciato di avere già incassato la disponibilità della responsabile del centro analisi di Cassano per istituire un punto prelievi a San Lorenzo. Il candidato ha poi lanciato un duro attacco politico al sindaco, accusandolo di «continui cambi di casacca» tra diverse forze politiche «dai socialisti a Laratta, fino a De Magistris e Forza Italia» e ricordando una delibera della Corte dei Conti che ha condannato gli amministratori in carica a una sanzione di 5.000 euro ciascuno per danno erariale legato al dissesto. Il clima si è surriscaldato con l'ingresso sul palco del candidato sindaco Luciano Francesco Marranghello, il quale ha messo in atto una forte protesta visiva adagiando su una sedia di legno una marionetta raffigurante Pinocchio. L'avvocato ha liquidato le proposte sanitarie di Rimoli come progetti «che neanche al Gemelli di Roma sarebbero realizzabili», ribattezzando la lista avversaria «Menzogna Libera» e il primo cittadino uscente come «il pacificatore Pinocchio».
Marranghello ha poi accusato il rivale di voler mistificare i documenti ufficiali, reiterando l'invito a un confronto pubblico e interpretando i ripetuti rifiuti come una «prova di malafede». L'avvocato ha dichiarato che sia le carte del dissesto che quelle sul debito della Multiservice sono state presentate alla Corte dei Conti da parte dell'amministrazione Rimoli, e che a essere condannati sono stati proprio loro, spiegando che «se il TAR ha annullato il dissesto, è stato per via del fatto che i debiti indicati dalla giunta comunale non erano certi, liquidi ed esigibili». Sul tema dell'impiantistica sportiva, Marranghello ha risposto alla storica contestazione sulla vendita del campo comunale, sostenendo di essere stato «messo in croce per undici anni» e domandando perché l'attuale giunta non ne abbia realizzato uno nuovo. Dopo aver ricordato che, se fosse stato il responsabile legale del dissesto, la legge gli avrebbe impedito di ricandidarsi, ha mostrato un fascicolo che attestava l'inagibilità del vecchio impianto già dal 2002. Il candidato a sindaco ha rivendicato di aver lasciato nel 2015 un campo a 5 a San Lorenzo e un campo in sintetico a Fedula, costati complessivamente 419.000 euro con un residuo di 160.000 euro ancora utilizzabile: strutture che, ha denunciato, «ad oggi risultano entrambe inutilizzabili dopo undici anni di amministrazione Rimoli», respingendo così l'accusa di aver «ammazzato lo sport».
L'ex primo cittadino ha infine spostato l'attenzione sulle «passività correnti dell'ente», mostrando nuove cifre relative alla spesa pubblica. Secondo quanto dichiarato dall'avvocato, il Comune registrerebbe tuttora un debito superiore ai 400.000 euro soltanto per quanto riguarda le forniture di energia pubblica e l'illuminazione. A questa cifra, Marranghello ha aggiunto una pendenza di 150.000 euro nei confronti di Poste Italiane Spa e un ulteriore debito di 130.000 euro contratto con la Sorical, additando queste scoperture di cassa come il chiaro sintomo di una «gestione finanziaria malsana» portata avanti dall'esecutivo uscente.
Successivamente, l'ex primo cittadino ha replicato alle accuse riguardanti i fondi impiegati in passato per le feste patronali, dichiarando che nessuna di quelle manifestazioni ha mai lasciato debiti al Comune e arrivando ad affermare, assumendosi la responsabilità delle proprie parole, che Rimoli sia stato in passato «un evasore fiscale del comune». Sul tavolo è stata posta anche la polemica legata all'indennità del sindaco uscente: Marranghello ha argomentato che «se fosse stato vero che l'ente si trovava in condizioni finanziariamente disastrate al momento del suo insediamento, Rimoli avrebbe dovuto rinunciare alla propria indennità di oltre 2.000 euro netti mensili». Al contrario, secondo l'avvocato, il sindaco avrebbe non solo mantenuto il proprio stipendio ma avrebbe persino rifiutato la proposta di riduzione avanzata a suo tempo dal commissario prefettizio. Una dura stoccata è stata riservata anche alla gestione dei lavori pubblici: «Con gli oltre venti milioni di euro che il comune ha avuto da parte del PNRR in questi anni il paese dovrebbe risplendere, e invece è pieno di buche», ha sentenziato il leader della lista numero 1.
Nelle battute conclusive della serata, Marranghello ha riportato l'attenzione sulla questione della «lista civetta», accusando esplicitamente la maggioranza uscente di aver «truffato la democrazia e truffato i cittadini». In chiusura di comizio, l'avvocato sanlorenzano ha rinnovato per l'ennesima volta l'invito formale a un confronto pubblico diretto con il sindaco Rimoli.
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